«Il progetto punta a realizzare un significativo miglioramento della qualità di servizio per gli utenti grazie all’attrazione in sede centrale delle competenze». Così ha detto sabato Giovanni Canzio, neopresidente della Corte d’Appello di Milano
Legnano, 1 febbraio 2012 - «Il progetto punta a realizzare un significativo miglioramento della qualità di servizio per gli utenti grazie all’attrazione in sede centrale delle competenze». Così ha detto sabato Giovanni Canzio, neopresidente della Corte d’Appello di Milano all’apertura del nuovo anno giudiziario, in merito al progetto di accorpamento delle sezioni staccate di Legnano, Rho e Cassano d’Adda a Milano portato avanti con estrema tenacia dal presidente del Tribunale di Milano.
Ma è davvero convinto, Canzio, che gli utenti ne trarranno benefici? Forse gli “utenti” giudici, che non corrono più il rischio di essere assegnati ad una sede che non è quella milanese. Non certo gli “utenti” imputati, testimoni e avvocati che, grazie a questo provvedimento, dovranno spendere più soldi e perdere più tempo per raggiungere il tempio della Giustizia milanese. Proprio mentre a livello regionale si ragiona della legge sui Tempi - portare i servizi dov’è l’utenza e negli orari confacenti all’utenza - la Magistratura (da quella milanese a quella nazionale) dimostra di non essere affatto... al passo con i tempi.
di Giovanni Chiodini