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Attentato di via Palestro: dai pentiti la pista arlunese

A Milano nel 1993, morirono 5 persone

Le parole del pentito Gaspare Spatuzza sono state determinanti per l’avvio del processo di revisione nei confronti di Tommaso Formoso

'Il Giorno', attentato in via Palestro
'Il Giorno', attentato in via Palestro

Arluno, 21 gennaio 2012 - Sarebbe stato consegnato ad un non meglio precisato “uomo di Arluno” l’esplosivo da utilizzare per la strage di via Palestro, a Milano, che il 27 luglio 1993 causò la morte di cinque persone. Le parole del pentito Gaspare Spatuzza sono state determinanti per l’avvio del processo di revisione nei confronti di Tommaso Formoso, palermitano, accusato, assieme al fratello Giovanni, di essere stato uno dei basisti milanesi per l’eccidio.

I due Formoso furono entrambi condannati all’ergastolo. A Tommaso Formoso si era risaliti attraverso le dichiarazioni di Pietro Carra, il camionista, poi divenuto anche lui pentito, che aveva detto di aver consegnato l’esplosivo a un uomo da lui non conosciuto, ad Arluno, dove viveva Tommaso Formoso. Spatuzza sostiene adesso che la dinamite fu portata a Giovanni Formoso, che in quel periodo stava a casa del fratello, assente con la famiglia per una vacanza in Calabria.

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