Lecco, 12 gennaio 2017 – In quattro anni i voucher staccati e utilizzati in provincia sono più che quadruplicati. Si è passati dagli appena 320mila del 2013 all'otre 1.300.000 del 2016. Lo denunciano i sindacalisti della Cisl interprovinciale di Monza e Lecco, che parlano di “abuso” e “uso distorto” di uno strumento che doveva servire a contrastare il fenomeno del lavoro nero ma che invece sta sostituendo quelli che potrebbero essere normali contratti.

I voucher venduti nel 2014 sono stati 320.002, nel 2014 sono stati 545.068, nel 2015 982.794 e nel 2016 si stiamo siano stati un milione 314mila. Si è così passati da un controvalore complessivo di 3.200.000 euro ad uno di oltre 13 milioni di euro. Di questi i soldi intascati effettivamente dai quelli che nella normativa vengono definiti prestatori sono stati meno di 10 milioni. Ogni ticket infatti vale 10 euro, ma il corrispettivo netto della prestazione è pari a 7 euro e mezzo. La differenza serve per coprire i contributi, l'assicurazione obbligatoria e la gestione del servizio reso dall'Inps.