Lecco, 24 dicembre 2017 - Il giorno dopo il fallimento di Filca Cooperative sono numerose le reazioni di ex dipendenti e legali della società. La prima sezione civile del tribunale di Lecco ha dichiarato fallita una delle più importanti cooperative edilizie della Lombardia, la Filca Cooperative, perché «sussiste lo stato di insolvenza». La società fondata nel 1985, presieduta da Giacomo Fumeo, è diventata leader nel settore dell’edilizia in pochi anni, con interventi e costruzioni in 280 Comuni, la maggior parte in Lombardia. La Filca, oltre all’attività edile a Lecco e in Valtellina era presente in modo massiccio nelle province di Monza e Brianza, Milano e Varese. Fallimento di Filca cooperative potrebbe quindi avere un effetto domino, coinvolgendo anche il gruppo editoriale Teleunica con le sedi di Lecco e Sondrio.

La prima sezione civile del tribunale di Lecco ha accolto il ricorso della Procura di Lecco, che chiedeva la revoca del concordato preventivo concesso il 13 luglio 2016. La società era stata ammessa alla procedura e, per rientrare dai debiti, che ammontavano a 185 milioni al momento della richiesta, era stata definita la vendita di alcuni asset di Filca e l’ipotesi di cedere le sedi. A novembre il pm Nicola Preteroti ha avanzato ricorso chiedendo la revoca del concordato preventivo.  L'udienza  si è tenuta il 13 dicembre scorso e i giudici della prima sezione del tribunale civile di Lecco avevano chiesto documenti e una relazione alla curatela del fallimento.

L’altro ieri – con sentenza numero 57 – hanno dichiarato il fallimento. «L’attuale impossibilità del debitore di far fronte al pagamento dei propri debiti e l’assenza di prospettive di ripresa in tempi ragionevoli – si legge nel dispositivo di sentenza - emerge, oltre che dagli elementi evidenziati dal Pm nel ricorso, dalla documentazione e dalle ammissioni contenute negli atti del concordato preventivo liquidatorio». In particolare – ricordano i giudici della prima sezione civile del tribunale di Lecco – la proposta concordataria prevedeva la soddisfazione integrale dei crediti prededucibili e di parte dei privilegiati grazie ai soli oneri per l’attuale impossibilità della società a far fronte ai debiti e l’assenza di prospettive di ripresa in tempi ragionevoli emerge non solo dagli elementi evidenziati dal pm, ma anche dalla documentazione e dalle ammissioni contenute negli atti del piano liquidatorio, che non avrebbe dunque rispettato tutte le prescrizioni previste dalla materia. «I giudici – spiega l’avvocato Luca Finocchiaro, per conto di Filca Cooperativa – hanno interpretato in modo formale la norme, mentre noi avevamo dato garanzie con il pagamento in denaro del 20% dei creditori e in beni per le banche». «Il piano in discussione – prosegue il legale – era il medesimo: prima è stato ammesso al concordato, poi revocato. Ora faremo delle valutazione e decideremo un eventuale reclamo». Nel frattempo gli effetti della sentenza saranno devastanti sui creditori, in primis sugli 80 ex dipendenti che a inizio dicembre aveva scritto un appello al presidente del tribunale di Lecco per evitare il fallimento.