Lecco, 5 settembre 2017 - Se si tratti del possibile inizio della fine della crisi è troppo presto per stabilirlo, certamente però per i sindacalisti della Uil del Lario i dati sulla diminuzione del ricorso alla cassa integrazione «confermano una ripresa economica nel 2017». Tra gennaio e luglio in provincia di Lecco le ore autorizzate di cassa sono state in tutto poco più di un milione, 430mila di ordinaria, 500mila di straordinaria e 143mila in deroga, contro i 3 milioni di ore dello stesso periodo del 2016, cioè il 64,5% in meno. Sull’altra sponda del lago, a Como, il ricorso alla cassa integrazione è calato del 52%, da 5 milioni 500mila ore a 2 milioni 600mila. Si stima che anche i lavoratori coinvolti dall’ammortizzatore sociale siano molti meno.

A Lecco si è passati dai 2.559 del 2016 ai 911 del 2017, cioè il 1.648% in meno. Positivo anche il confronto tra luglio 2016 e luglio 2017, sebbene nel Lecchese siano aumentate le ore di cassa straordinaria e in deroga, dato che l’accesso a quella ordinaria è più difficile in caso di società destinate al fallimento. Pure il raffronto tra giugno e luglio in provincia di Lecco è positivo dal punto di vista matematico, con l’aumento del ricorso alla cassa straordinaria e in deroga. In la provincia di Lecco invece «il distretto metalmeccanico, uno più rilevanti, ha visto nei primi 7 mesi del 2017 una diminuzione della richiesta delle ore di cassa integrazione». «Ciò dimostra la capacità delle nostre aziende di essere competitive nei mercati globali - commenta Salvatore Monteduro, segretario generale del Consiglio territoriale della Uil lariana -. Deve essere compiuto uno sforzo ulteriore nel sostenere i consumi interni, con misure che stimolino gli investimenti e lo sviluppo, un taglio strutturale del costo del lavoro per sostenere l’occupazione stabile e una graduale riduzione della pressione fiscale».