Cernusco Lombardone (Lecco), 6 settembre 2017 - Come lavare una giacca senza rovinarla. Da oggi lo dice un bottone, il primo dotato di un chip piccolo e resistente persino alle lavatrici. Basta avvicinare uno smartphone con connessione Nfc per visualizzare sul display del telefono tutte le informazioni. Progetto e produzione sono firmate Maribert, piccola azienda artigianale di Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco.

Marco Crippa, 63 anni, e il figlio Giovanni, 27, sono la seconda e la terza generazione di una famiglia che dal 1970 produce bottoni e accessori per abbigliamento di fascia medio-alta. L'ultima scommessa è tecnologica: «applicare la connessione Nfc a un elemento così piccolo come un bottone», spiega il titolare. «Nessuno lo aveva mai fatto». I campioni sono pronti. Sul mercato potrebbero arrivare già a Natale «perché l’interesse c’è. E tanto», fa sapere Crippa. Già una sessantina di marchi dell’abbigliamento si sono fatti avanti. Il motivo? Il piccolo chip posizionato nel bottone consente di caricare tutte le informazioni che un’azienda vuole comunicare al cliente. Dal manuale del perfetto lavaggio, corredato anche da un video tutorial, alle informazioni sull’ultima collezione. «È uno strumento per comunicare - spiega l’artigiano con formazione da ingegnere -. Dal bottone di un giubbotto il consumatore può conoscere ad esempio anche il catalogo di camicie o pantaloni di quella stessa azienda». Marketing e informazioni di servizio. File di testo nei formati world o excel. Foto, video, link ai siti internet vengono inviati dal cliente alla Maribert. Nei laboratori di Cernusco Lombardone vengono caricate le informazioni sui chip e applicati ai bottoni a due fori o con gambo di qualsiasi materiale (eccetto il metallo), finitura, colore e spessore con dimensioni a partire dal lineato 32 (2,03 centimetri), quello tipico di una giacca. «Le limitazioni attuali sono solo legate alle dimensioni - puntualizza Marco Crippa -. I chip molto piccoli hanno costi esorbitanti: le dimensioni ridotte sono state uno degli ostacoli che abbiamo dovuto superare prima di presentare questo prodotto. Non avevamo nulla a cui guardare, lo abbiamo inventato da zero: lo spunto è stata l’applicazione della tecnologia Nfc alle macchine fotografiche. Una scommessa che mio figlio ha saputo sviluppare in sei mesi».