Lecco, 17 marzo 2017 – I finanzieri di Lecco hanno sequestrato 8 abitazioni, 5 box, due magazzini, 5 appezzamenti di terreni, un immobile rurale, due aree urbane, un'auto, le quote di tre società e di cinque ditte individuali e 58 conti correnti e i relativi soldi depositati in banca a un imprenditore brianzolo. L'uomo, proprietario di una nota catena di pizzerie d'asporto, è stato arrestato perché si sospetta che faccia parte sia di Cosa nostra sia della 'ndrangheta e che tenesse contatti con narcotrafficanti.

Il ristoratore era finito in manette i mesi scorsi, nell'ambito dell'operazione nome in codice July, durante la quale sono state catturate 24 persone tra le provincie di Lecco, Como, Monza, Milano, Brescia, Torino e Modena. Nella maxi retata sono stati anche sequestrati 94 chili di cocaina, armi semiautomatiche, veicoli di lusso, 200mila euro in contanti e altri beni immobili. Secondo gli investigatori gli indagati finiti in manette aveva stretto forti legami con alcuni criminali calabresi e siciliani, legati a mafiosi di Mariano Comense e di San Luca, anche grazie a dei matrimoni organizzati tra giovani appartenenti ai diversi gruppi.

Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza lecchese, con una nuova operazione chiamata Moquito, hanno poi eseguito gli ultimi sequestri per aggredire e bloccare il patrimonio di chi è considerato l'anello apicale di congiunzione dell'inedita alleanza. “Il soggetto, ritenuto abitualmente dedito a traffici illeciti aveva un tenore di vita alimentato dai proventi di attività delittuose”, spiega il tenente colonnello Mario Leone Piccinni, comandante del Nucleo di Polizia tributaria di Lecco riferendosi al pizzaiolo brianzolo a cui è stato sequestrato un vero e proprio tesoro.