Sirtori (Lecco), 13 settembre 2017 – E' finalmente libero e sta tornando a casa. Samuele Corbetta, il volontario 36enne di Sirtori condannato a otto anni di reclusione con l'accusa di aver abusato di una bambina delle elementari in Guatemala, è stato scarcerato e ora si trova in volo verso l'Italia.

Lui si è sempre proclamato innocente e il processo sarebbe stato una farsa ma il cooperante, in Guatemala dal 2005 per aiutare alcune religiose missionarie nella zona di San Lucas, ha trascorso lo stesso gli ultimi cinquanta mesi della sua vita, cioè dal luglio 2013, in un penitenziario di massima sicurezza della capitale dello stato centroamricano. I giudici hanno però accolto almeno l'istanza di liberazione anticipata per buona condotta, perché durante la detenzione ha sempre lavorato e insegnato l'italiano agli altri compagni di cella. La pena gli è stata così dimezzata, come previsto dalla legislazione locale.Una volta rimesso in libertà è stato espluso dal Paese come persona non gradita e quindi rimpatriato il prima possibile.

Ad annunciare la notizia del rimaptrio, attesa già da alcuni giorni, sono stati i suo genitori, papà Roberto di 66 anni e mamma Emiliana di 64: “A tutti gli amici di Samuele diciamo che ora si trova in volo per l'Italia. Finalmente l'incubo sta per terminare”. Salvo contrattempi, Samuele Corbetta atterrerà all'aeroporto di Malpensa domani pomeriggio, giovedì, verso le 16 con un volo della compagnia aerea Iberia, prenotato e organizzato l'ambasciatore italiano in Guatemala Edoardo Pucci, il più giovane d'Italia, che, da quando è stato nominato a capo della rappresentanza diplomatica nell'aprile 2016, è riuscito a sbloccare la complicata situazione e risolvere la delicata vicenda.