Lecco, 28 gennaio 2018 - «Basta amianto, liberi di respirare». Lo striscione è appeso ai cancelli della Leuci, l’azienda che fino al 2013 produceva lampadine e ora è lasciata al degrado. E soprattutto con 5.200 metri quadrati di amianto all’interno dell’ex stabilimento. «Finalmente si parla anche qui di amianto e ora dobbiamo assolutamente bonificare tutte le aree», afferma Cinzia Manzoni, presidente del Gruppo aiuto mesotelioma, associazione lecchese che lotta per eliminare l’asbesto e che nel pomeriggio di ieri ha organizzato un presidio fuori dai cancelli in via XI febbraio per denunciare il degrado della fabbrica e la presenza dell’amianto. 

«Siamo allarmati dalla situazione alla Leuci – afferma una residente della zona –. Quando c’è vento vediamo la polvere che si alza dai lastroni in amianto, per questo chiediamo che venga bonificato al più presto». È ciò che chiede anche l’associazione parlando con Palazzo Bovara. «Serve una mappatura completa a livello comunale, ma anche provinciale – afferma Manzoni –. Solo così poi possiamo bonificare tutte le aree.

Chiediamo però a tutti di segnalare se ci sono anche solo piccoli edifici dove è presente l’amianto, così possiamo eliminarlo definitivamente». Insieme ai cittadini presenti al sit-in c’era l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Valsecchi. «Il Comune ha mandato una diffida alla proprietà per spingerla a mettere in sicurezza l’area – spiega –. Stiamo anche procedendo per vie legali e, al contempo, stiamo valutando di capire se può entrarci l’Amministrazione comunale e quindi dare l’area alla città. Siamo in prima linea nella lotta contro l’amianto, settimana prossima bonificheremo un edificio in via Parini». Il presidio è stato ideato dopo la guerra simulata di settimana scorsa organizzata all’interno dell’ex stabilimento. 

«Ma qui a essere in gioco è solo la salute di tutti noi. L’unica guerra che vogliamo vedere è quella contro l’amianto – afferma Manzoni –. Ogni anno il minerale continua a causare vittime, anche in provincia di Lecco: non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti. Situazioni come quella dell’ex Leuci mettono a rischio la salute di tutti i cittadini, rappresentano un serio rischio per coloro che abitano a ridosso dello stabilimento ma non solo. Chiediamo che l’area venga al più presto bonificata e che il materiale sia rimosso». Il gruppo, inoltre, tiene anche uno sportello contro l’amianto in municipio a Lecco.