Osnago (Lecco), 9 gennaio 2018 – Il sindaco di Osnago Paolo Brivio non può più fare il sindaco, almeno non come dovrebbe e come vorrebbe. E' tutta colpa dei ritardi ormai cronici dei treni. A causa dei disservizi quotidiani è infatti spesso costretto a rimandare appuntamenti e riunioni istituzionali, a volte anche a cancellarli, con grande imbarazzo suo e di quanti deve incontrare. Per questo ha deciso di passare la propria agenda con il calendario degli impegni all'assessore regionale alla Mobilità Alessandro Sorte, al quale peraltro, insieme a tutti gli altri primi cittadini del Meratese, ha scritto due volte sull'imbarazzante situazione del trasporto ferroviario senza che sia mai giunta una risposta.

“Ormai Trenord e l'assessore regionale mi impediscono di esercitare il mio ruolo di sindaco”, sbotta tra l'esasperato e l'infuriato Paolo Brivio, 50 anni, al termine dell'ennesima giornata disastrosa per andare e tornare da Milano, dove lavora come giornalista coordinatore di redazione e direttore di carattere sociale e di uffici stampa legati alla Caritas ambrosiana. “Poiché io non sono più in grado di programmare la mia attività di sindaco sto meditando di inoltrare tutte le mie richieste di appuntamento che mi pervengono in Comune a Osnago all'assessore regionale Alessandro Sorte, dal quale sto ancora aspettando una risposta a due lettere che gli sono state inviate sui disservizi ferroviari”.

Per cercare di conciliare la propria professione e l'impegno pubblico il primo cittadino osnaghese, in carica dal 2014, si è autoridotto l'orario di lavoro di un'ora e contestualmente lo stipendio, in modo da essere libero per le 4 di pomeriggio e per le 17 potersi presentarsi in municipio per assolvere a tutte le varie incombenze. “Peccato che dalle 17 ho dovuto cominciare a posticipare gli incontri alle 17.15 e poi alle 17.30 perché i ritardi dei treni che utilizzo per tornare a Osnago peggiorano e aumentano sempre di più. E' dalla scorsa primavera che la situazione sta precipitando, di questo passo non sarò veramente più in grado veramente di assolvere al mio ruolo e di esercitare contemporaneamente il mio lavoro e insieme il mio compito di sindaco”.

Per non parlare delle ripercussioni familiari. “I disagi che affronto io devono essere moltiplicati per dieci, cento, mille, tanti quanti sono i pendolari che affrontano la mia stessa situazione – aggiunge il sindaco -. A causa di Trenord e di Regione Lombardia, che non esercita il controllo su Trenord, la qualità della vita umana e professionale di tantissime persone è messa a rischio. E non è certo il bonus e gli sconti sugli abbonamenti a titolo di risarcimento che possono compensare le difficoltà che noi viaggiatori di treno siamo costretti a sopportare, senza che chi di dovere intervenga. Anche durante il periodo della vacanze di Natale, con i treni praticamente vuoti, viaggiare avanti e indietro da Milano è stato un disastro.”