Annone Brianza, 6 agosto 2017 - Sono trascorsi 281 giorni più di nove mesi, dal disastro del ponte di Annone Brianza, che nel pomeriggio del 28 ottobre scorso è crollato sulla Superstrada Milano– Lecco, travolgendo e uccidendo un 68enne di Civate, unica vittima di una tragedia annunciata che solo per caso non ha provocato una strage. I funzionari di Anas avevano promesso che la gara d’appalto sarebbe stata indetta entro l’estate, ma i tempi potrebbero allungarsi e il taglio del nastro inaugurale dell’opera slittare di un anno, nel 2019 anzichè nel 2018. In questo periodo nei diversi consigli comunali si stanno approvando a ritmi serrati i progetti, che tuttavia devono superare pure lo scoglio dei commissari di Regione Lombardia, Villa Locatelli, Agenzia di tutela della salute della Brianza, società dei servizi, Sovrintendenza, ministero della Difesa, quello delle Infrastrutture e di altri enti. Se qualcuno di loro avanzerà delle obiezioni, occorrerà convocare un’apposita conferenza dei servizi, ma non prima di settembre. Inoltre, ammesso che tutto fili liscio ed entro gli inizi dell’autunno si possa conoscere chi si occuperà dell’intervento, incombe sempre lo spettro dei ricorsi e dei controricorsi, come avvenuto per la ciclabile di Abbadia Lariana o la Lecco–Bergamo, ancora ferme al palo.

«L’obiettivo è quello di appaltare l’opera entro settembre, valutare le proposte e le offerte e aggiudicare i lavori per novembre, salvo riitardi – auspica il sindaco di Annone Patrizio Sidoti -. Per scongiurare una simile eventualità da Anas ci è stato assicurato che proporranno un contratto ben congegnato». Il nuovo viadotto costerà quasi 3 milioni di euro, 2 milioni e 800mila euro per la precisione, oltre un milione e mezzo dei quali solo per la costruzione vera e propria del sovrappasso della Ss 36. Il ponte si staglierà per un’altezza di 5 metri, rispetto ai nemmeno 4 e mezzo di quello franato, in modo da evitare che, come successo più volte, i camionisti restino incastrati sotto l’arcata e danneggino la struttura.

Sarà a un'unica campata, poggerà cioè solo su due piloni di spalla. Avrà una larghezza di quasi 15 metri, invece dei 7 scarsi del precedente e sarà dotato di una pista ciclabile protetta. Sopporterà un peso di oltre 108 tonnellate per ogni corsia, cioè di due tir che si incrociano contemporaneamente, per garantire ampi margini di sicurezza e di reggere stazze elevate. Il cavalcavia inoltre sarà in corten, una particolare lega di acciaio anticorrosione. Il futuro ponte insomma, quando finalmente verrà costruito, sarà a prova di qualsiasi disastro.