Oggiono (Lecco), 13 agosto 2017 - Lucio Battisti la definiva «Brianza velenosa». E potrebbe esserlo davvero per alcuni migranti destinati a Oggiono, ma soprattutto per chi deciderà di accoglierli, visto che potrà rischiare multe fino a 15mila euro. Un caso che ricorda l’ipotesi ventilata a Codigoro (Ferrara) dal sindaco Pd Alice Zanardi. «Attenzione, siamo contro l’accoglienza ai migranti economici, non a chi scappa dalla guerra: qui ce ne sono tre e li aiutiamo senza problemi», afferma Roberto Paolo Ferrari, sindaco della cittadina in provincia di Lecco e uno degli esponenti più noti della Lega Nord lecchese. Per capire meglio la vicenda bisogna però fare un passo indietro. Come da direttive di partito il sindaco brianzolo ha già ostacolato in passato l’arrivo di migranti nel proprio Comune, anche con manifestazioni in piazza.

Ora, con un’ordinanza «urgente» firmata giovedì, ha emanato una serie di regole per l’accoglienza per cui, se non si riga dritto, si arriva a pagare dai 2.500 ai 15mila euro di sanzione. «Mi pare che il documento sia chiarissimo nel suo obiettivo – spiega Ferrari –. Non contraddice la nostra presa di posizione di non aderire allo Sprar. Si tratta di una scelta di indirizzo del consiglio comunale che rifiuta il collaborazionismo con una politica che non condividiamo e dalla quale lo stesso governo sembra stia correndo ai ripari». Il sindaco di Oggiono però si difende da chi gli dà del razzista. «Noi non vogliamo l’accoglienza indiscriminata, ma siamo a favore di quella mirata.

Nei centri della nostra provincia non ci sono siriani, iracheni o persone provenienti dal Corno d’Africa, nessuno insomma che scappa da guerre, ma tutti provvisti di smartphone e cuffiette. Il nostro obiettivo è quello di sapere se qualcuno a Oggiono partecipa ai bandi per l’accoglienza». Quindi chi volesse ospitare un richiedente asilo politico nel Comune brianzolo dovrà comunicarlo prima al Comune. E Ferrari non nasconde che, se l’accoglienza dovesse andare in porto, «porteremmo avanti tutte le azioni per evitare il loro arrivo, sempre che davvero non scappino dalla guerra». Inoltre ogni quindici giorni il responsabile del centro dovrà comunicare al Comune chi è presente ed eventuali problematiche sanitarie.