Merate (Lecco), 6 dicembre 2017 - Tutto è pronto all’ospedale di Merate per accogliere la Pneumologia di Casatenovo, ma i vertici dell’Inrca, che dipendono direttamente dall’Istituto nazionale di ricerca e cura a carattere scientifico di Ancona, «ci stanno mettendo più tempo del previsto». Lo rivela l’assessore regionale alla Sanità Guido Gallera, che ieri al Pirellone, durante il question time in aula, è stato incalzato sulle sorti del San Leopoldo Mandic dal consigliere dem lecchese Raffaele Straniero, che ha palesato parecchie perplessità sull’inedita sospensione dal servizio di un caposala, un primario, quello di Ginecologia e di un direttore di presidio, ma anche sulla carenza cronica di organico in Pronto soccorso, la difficoltà di garantire l’attività operatoria e appunto il mancato trasferimento della Pneumologia, che avrebbe dovuto concretizzarsi entro novembre, «segnali che possono essere interpretati come un declino del presidio, in contrasto con le direttive e le dichiarazioni dell’assessore».

«Noi come Regione Lombardia abbiamo fatto tutto quanto dovevamo e potevamo per la Pneumologia – ha garantito Giulio Gallera -. Purtroppo all’Inrca ci stanno mettendo più tempo». Non è dunque scontato che sia rispettata nemmeno la nuova scadenza di febbraio. Sulla mancanza di medici e infermieri, che stanno mettendo a dura prova pazienti e camici bianchi del Pronto soccorso ma anche altri servizi, l’assessore ha invece puntato il dito contro i politici nazionali: «Dipende dai vincoli della legislazione nazionale da cui il San Leopoldo Mandic non è esente. Le dotazioni necessarie verranno comunque garantite». Da dove prenderle spetta dunque esclusivamente al direttore generale dell’Asst lecchese Stefano Manfredi e ai suoi collaboratori.

L'assessore, parso visibilmente scocciato dalla vicenda, è tornato inoltre nuovamente sulla questione della sospensione per due mesi dal servizio del primario di Ginecologia Gregorio Del Boca, ripercorrendo passo passo le tappe del procedimento disciplinare, dalla prima segnalazione nel settembre 2016, alle verifiche effettuate, alla nomina di una commissione esterna, fino alla sanzione, al momento rimandata. «Le irregolarità riscontrare non possono essere sottaciute – ma messe in chiaro -. Le sale operatorie riservate alle urgenze devono essere riservate solo alle urgenze per la salvaguardia della salute dei pazienti gravi, che altrimenti potrebbero subire conseguenze irreversibili».