Merate (Lecco), 19 settembre 2015 - Ha formalmente e ufficialmente rinunciato a incassare 1.400 euro extra e dato mandato ai suoi superiori vengano utilizzati per i colleghi in difficoltà economiche o che sono stati obbligati a sborsare soldi per motivi di lavoro. Il Robin Hood in camice bianco, che non «ruba» ai ricchi ma a se stesso per dare ai poveri, è Francesco Scorzelli, 57enne di Verderio, coordinatore infermieristico del Pronto soccorso dell’ospedale di Merate di professione e sindacalista nella Rsu interna tra le fila dell’Usb per passione e impegno civile. Il caposala nei giorni scorsi ha respinto al mittente l’assegno che avrebbe dovuto ricevere come premio di produttività collettiva per il 2015.

«La rinuncia – ha scritto senza giri di parole al suo capo, la dottoressa Ilaria Terzi, la responsabile delle risorse umane - è motivata dalla risibilità degli obiettivi». Il premio infatti gli è stato assegnato per la programmazione delle ferie dei suoi sottoposti, la partecipazione ad incontri di formazione, l’elaborazione di un piano in caso di sovraffollamento del reparto di emergenza. «Si tratta di questioni che rientrano già nei miei compiti e che svolgo da tempo – spiega - Inoltre nulla di tutto ciò ha ricadute e benefici reali sull’utenza e sui cittadini per i quali lavoriamo».

E ancora: «Le somme stanziate non sono premi, sono una questua, sono contributi a pioggia di cui preferisco fare a meno». Da qui l’indicazione di girare i soldi a chi ne ha necessità e di utilizzarli per rimborsare gli operatori sanitari che ad esempio hanno dovuto pagare a suo avviso illecitamente la sostituzione di badge e cartellini perché quelli ricevuti non funzionavano o i pasti durante il servizio. Ma l’infermiere caposala si spinge oltre: «Mi piacerebbe che anche gli altri rappresentanti sindacali e tutti i colleghi si comportassero alle stesso modo per istituire un fondo di solidarietà per i bisognosi». D.D.S.