Aperitivo jazz con il colosso del sassofono Il vecchio Rollins apripista di Iyer e Cowell
di IVO FRANCHI
MILANO
E LA CLASSICA ciliegina sulla torta. Levento più atteso per celebrare un quarto di secolo di vita. E così, per il venticinquennale di &...
MILANO
E LA CLASSICA ciliegina sulla torta. Levento più atteso per celebrare un quarto di secolo di vita. E così, per il venticinquennale di &...
2009-10-27
di IVO FRANCHI
MILANO
E LA CLASSICA ciliegina sulla torta. Levento più atteso per celebrare un quarto di secolo di vita. E così, per il venticinquennale di «Aperitivo in concerto», il direttore artistico Gianni Morelenbaum Gualberto si è tolto lo sfizio di invitare lunedì 2 novembre Sonny Rollins, il vulcanico sassofonista tenore di New York. Una leggenda vivente. Uno dei grandi vecchi del jazz moderno ancora in circolazione, insieme a Lee Konitz, Hank Jones e pochi altri (alle ore 21, eccezionalmente al Teatro Dal Verme, via San Giovanni sul Muro 2, tel. 892101, biglietti 20-30 euro).
PER LA cronaca «Saxophone Colossus», 79 anni compiuti, da tempo mancava da Milano. È perciò un vero e proprio evento riascoltarlo in città dove si esibirà alla testa della sua band di fedelissimi: Clifton Anderson (trombone), Bobby Broom (chitarra), Bob Cranshaw (basso), Kobie Watkins e Victor Y See Yue (batteria e percussioni). Il grande Miles Davis, che con lui aveva suonato negli anni Cinquanta, sosteneva: «Era una leggenda, venerato come un dio dai jazzisti più giovani. Un musicista aggressivo e innovativo, con idee sempre nuove. Mi piaceva tantissimo come strumentista ed era anche un compositore eccezionale».
MENO spirituale e mistico di John Coltrane, Rollins ha costruito la propria carriera su un doppio binario: da una parte, lamore per il jazz classico e il suono pieno e virile alla Coleman Hawkins; dallaltro, lanelito alla modernità e alla libertà. Nella sua sterminata lista di capolavori discografici vanno incorniciati «A Night at the Village Vanguard» e «The Bridge»; e ancora «East Broadway Run Down» e «Dont Stop the Carnival», frutto del suo amore per i ritmi caraibici e il calypso (la famiglia di Rollins proveniva da Trinidad) e del suo avvicinamento al rock - tra laltro ha collaborato con i Rolling Stones per «Tattoo You», anche se dichiara di non essere mai stato pagato...
A DISPETTO delletà avanzata, persino negli album recenti e ancor di più dal vivo, lo ritroviamo ai massimi livelli, con quel modo fisico, energico, dirompente di far cantare il sax. Quella capacità di improvvisare con fantasia inesauribile e per tempi lunghissimi. Quellenergia e quella voglia di suonare che esprimono uno straordinario attaccamento alla vita.
AL DI LÀ della serata fuori abbonamento di Rollins, tra novembre e marzo il programma di «Aperitivo in concerto 2009-2010» offre altri nove appuntamenti di rilievo. L8 novembre arriva il primo bassista dei Weather Report, Miroslav Vitous, con un supergruppo in cui spicca il clarinettista Michel Portal. Sarà poi la volta dello Stolen Masada Quintet che allinea il sassofonista Joe Lovano, il pianista Uri Caine, il trombettista Dave Douglas, più Greg Cohen al basso e Joey Baron alla batteria (lunedì 16 novembre, alle 21). E ancora di una formazione guidata da Frank London con Vinicio Capossela ospite (il 29).
Nel 2010 sono attesi alcuni tra i musicisti più creativi dellodierna scena Usa. Per esempio il batterista Hamid Drake & Bindu (31 gennaio), il tastierista di origine indiana Vijay Iyer (7 febbraio), il World Saxophone Quartet insieme ai percussionisti del MBoom Re (14 febbraio) e, in chiusura, il raffinato trio del pianista Stanley Cowell (14 marzo).
Teatro Manzoni, via Manzoni 42, la domenica alle ore 11, biglietti 12-15 euro; info: 800.914350, www.aperitivoinconcerto.com.
