Lecco, 16 luglio 2017 - La stella marina della Grigna e le altre scoperte del paleontologo Andrea Tintori dell’Università di Milano fanno il giro del mondo e anche dalla Cina c’è chi arriva a curiosare fra creste e dirupi a duemila metri di quota, che 240 milioni di anni fa assomigliavano più a spiagge caraibiche che agli scorci simbolo delle Prealpi lombarde. Poco tempo fa è stato il fossile della stella marina vissuta nel Triassico a stupire il mondo della ricerca, con la pubblicazione della scoperta sulla Rivista italiana di paleontologia e stratigrafia: l’ufficializzazione di un lungo lavoro iniziato con gli scavi in quota diversi anni fa. In questi giorni il professore Andrea Tintori ha accompagnato venticinque studenti dell’Università di Pechino e cinque docenti nei luoghi di quella scoperta. La stella marina della Grigna, scoperta nel 2011, è solo il quinto esemplare risalente a quel periodo ad essere scoperto fuori dalla Germania e l’ultimo in ordine di tempo. Due di queste sono state trovate nella Cina meridionale. Ma sono oltre 1.500 i fossili di grande valore riportati alla luce dopo milioni di anni dagli studiosi, fra i quali un grosso pesce che ha preso il nome di Saurichthys Grignae. «Nei giorni scorsi ho accompagnato il folto gruppo composto da 25 studenti Master in varie branche della geologia presso la Peking University, PKU, una delle primissime università cinesi, insieme a cinque docenti accompagnatori, tra i quali il professor Jiang Dayong che collabora da oltre dieci anni con me» spiega Tintori, che vive a Malgrate.

«Il percorso si è sviluppato da Baiedo fino alla chiesetta di San Calimero, quindi al Pialeral dove si è alloggiato al rifugio Antonietta che è stata la base anche durante gli anni dello scavo agli “Scudi”, il luogo da dove provengono centinaia di pesci fossili e la stella marina da poco pubblicata. Il secondo giorno si sono fatte osservazioni lungo il sentiero geologico che dagli Scudi porta poi alla Foppa del Ger. Non è la prima volta che mi ritrovo a fare da guida a delegazioni di studenti cinesi interessati a questi luoghi. Le università cinesi investono molto per questi viaggi e questo dovrebbe stupirci se pensiamo che in Italia si fatica a fare uscite anche di un solo giorno con gli studenti». Un altro paradosso visto che il professore Andrea Tintori e i suoi collaboratori sono stati costretti ad abbandonare quel sito di ricerca proprio per mancanza di sostegni economici, anche da parte degli enti locali, e migliaia di fossili restano chiusi nelle scatole invece di essere messi in mostra in qualche museo, magari nello stesso territorio che ha dato i natali ad Antonio Stoppani e Mario Cermenati. «Durante la discesa verso Pasturo per proseguire l’escursione con una settimana in Dolomiti, è stato possibile osservare i nuovi pannelli “geologici” che purtroppo sono una vera accozzaglia di errori madornali. Purtoppo questa è la divulgazione come viene intesa da queste parti. È un vero peccato, riusciamo a portare universitari dalla Cina in luoghi estremamente interessanti e didattici, poi...».