Lecco,10 novembre 2017 - Spogliavano le cooperative, portavano i soldi su un conto attivato in Svizzera dal consulente aziendale, il lecchese M.S. poi li facevano rientrare in Italia con acquisti di immobili, auto di lusso e orologi Rolex e preziosi. L’indagine del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Lecco, coordinata dal Procuratore Capo Antonio Chiappani e dal sostituto Nicola Preteroti, iniziata mesi fa e culminata nel maggio scorso con l’arresto del lecchese Marco Sarti ha portato ad altri due arresti eccellenti per autoriciclaggio.

Sono finiti nei guai due bergamaschi, G. M. di Treviolo, ai domiciliari, e M, B. di Brignano Gera D’Adda, in carcere, che devono rispondere per bancarotta fraudolenta e reati fiscali di varia natura, in relazione alle cooperative - la Lo.serv e la Dinamica - già dichiarate fallite dal tribunale di Lecco. Secondo l’indagine della Procura di Lecco, le due cooperative, con attività in provincia di Bergamo, sede legale a Lecco e che contavano 500 lavoratori, sono state spogliate e poi dichiarate fallite. La figura chiave è quella del consulente aziendale M.S., ora ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico, e delle società, direttamente o indirettamente, a lui riconducibili a Lecco e nella Bergamasca.

La Procura in questi mesi ha recuperato all’Erario qualcosa come 7 milioni di euro, di cui quasi 2 milioni nell’operazione di ieri. Infatti sono stati sequestrati i beni della Società “Golfo di Marinella” in Sardegna e un appartamento a Dalmine a cui facevano riferimento M.S., a suo figlio e i due bergamaschi arrestati. Inoltre a M.B.  sono stati sequestrati beni per un milione e mezzo di euro, tra i quali il Rolex che aveva al polso, una Jaguar e la villa dove l’imprenditore viva, intestata formalmente a una società Svizzera - la Saracina - con azioni al portatore, ritenuta inserita nel circolo di denaro instaurato e da e verso Oltralpe. Le Fiamme Gialle hanno bloccato altri 100mila euro riconducibili alla moglie indagata quale amministratrice di un’altra cooperativa nella Bergamasca. Infine la Procura sta avviando una rogatoria con l’estero per accertare disponibilità finanziaria degli indagati. .