Santa Maria Hoè, 10 novembre 2017  - Poco più di sei anni, l'assassino di Padre Fausto Tentorio, il missionario italiano del Pime ucciso il 17 ottobre del 2011 a Mindanao, nelle Filippine. Oggi arriva la svolta: l'omicidio sarebbe stato eseguito con la connivenza di due comandanti dell'esercito di Manila. Il procuratore di Stato aggiunto Peter Ong del Dipartimento di Giustizia ha presentato una denuncia contro una dozzina di sospetti per l'uccisione del missionario cattolico, inclusi miliziani governativi e due comandanti dell'esercito. All'epoca furono accusati due civili.

La relazione dell'indagine del Dipartimento di Giustizia filippino, di cui l'Associated Press ha ottenuto una copia, ribalta una precedente versione dei fatti delle autorità di Manila che hanno accusato due civili per l'uccisione del sacerdote, condannata dal governo italiano e dagli attivisti ambientalisti. Un portavoce militare il maggior generale Restituto Padilla ha dichiarato di non aver ricevuto copia dei risultati dell'indagine, sottolineando che i soldati hanno dimostrato professionalità anche nell'applicazione della legge marziale, nel sud del Paese. «Chiediamo - ha detto il portavoce dell'esercito - di non giudicare i nostri uomini finchè non saranno giudicato colpevoli ogni oltre dubbio». Padre Tentorio venne ucciso a colpi di pistola all'interno della residenza della parrocchia della Madre del Perpetuo Soccorso ad Arakan, nell'isola di Mindanao, subito dopo aver celebrato la messa. Due uomini con il casco a bordo di una moto spararono contro di lui colpendolo alla testa e alla schiena. Missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), nato nel 1952 a San Maria Hoè (Lecco), Tentorio era andato come sacerdote a Mindanao nel 1978. I suoi fedeli lo avevano soprannominato affettuosamente padre 'Pops'. Prima di lui, altri due sacerdoti del Pime erano stati uccisi a Mindanao: padre Tullio Favali nel 1985, e padre Salvatore Carzedda, nel 1992.