Colico (Lecco), 3 dicembre 2017 - La situazione nella galleria Monte Piazzo sulla Superstrada 36 è «regolarmente monitorato dal personale Anas, non presenta criticità da richiedere la limitazione del traffico». Così Anas getta acqua sul fuoco per quanto riguarda le preoccupazioni per le condizioni del tunnel dove, in entrambe le canne, i marciapiedi sono sollevati e cadono pezzi di cemento dal soffitto. Proprio sulla questione dei distacchi Anas dichiara che «per quanto riguarda i «calcinacci» segnalati nell’articolo, si precisa che tali detriti non si trovavano sul piano viabile e sono stati prodotti dall’urto di un mezzo pesante sulla parete della galleria. La lesione riportata richiede un intervento di ripristino che rientra nel lavoro ordinario». Ma come dimostrano le fotografie si nota il distacco che si trova a oltre quattro metri di altezza e l’altezza massima per un camion è 4,30 e nel punto dove avrebbe dovuto avvenire l’impatto è impossibile che arrivi un camion. Ma ancora più grave è il distacco avvenuto nella galleria di collegamento tra la canna Nord e Sud, dove, dal centro esatto della volta, è crollato un blocco di circa quattro chilogrammi e una larghezza, come dimostrano le immagini, di oltre 40 centimetri.

Anas nel suo comunicato non fa alcun accenno a questo distacco. Sul soffitto si vedono anche i ferri scoperti del cemento armato, e tutto ciò difficilmente può essere imputabile agli autotreni. Entrando poi nel dettaglio della situazione generale Anas sottolinea che la Ss36 «è inserita in un quadro idrogeologico complesso, da molti anni oggetto di attenzione e costante osservazione da parte di Anas. Negli anni, anche recenti, sono stati progettati e realizzati importanti lavori di manutenzione in diversi tratti di entrambe le canne, tratti che ad oggi non hanno manifestato nuovi problemi. 

Ulteriori interventi di manutenzione sono in corso di realizzazione, comunque nell’ottica del mantenimento della percorribilità dell’opera, non essendo emerse nuove criticità o urgenze rispetto alla conoscenza storica del problema». Per Anas però servirebbero opere strutturali: «Gli importanti interventi necessari al completamento della messa in sicurezza definitiva delle gallerie richiedono la preventiva definizione con Regione Lombardia di una comune strategia per gestire la necessità di chiusure prolungate della galleria, con evidenti ripercussioni sul traffico. Sempre con la Regione vanno anche valutati scenari differenti di intervento, quali la realizzazione di una nuova galleria o di sistemazioni idrogeologiche del versante».