Lecco, 11 agosto 2017 - «Stiamo lavorando su due fronti». Il piano di Flavio Polano sulla Lecco-Bergamo è semplice e preciso nonostante la questione sia delicata. Sono due i progetti pensati dal presidente di Villa Locatelli per togliersi questo sasso gigante dalla scarpa. «Stiamo dialogando con la Salini, l’impresa appaltatrice, perché riprenda i lavori – afferma Polano –. Adesso i soldi per continuare con il cantiere ci sono quindi spero che a settembre si torni a scavare. Mancavano i nove milioni di euro promessi dalla Regione (di cui tre in arrivo da Roma), mentre l’azienda si era fermata perché voleva certezze». Se la Salini riprenderà a lavorare sarà tutto ok, altrimenti il numero uno della Provincia promette battaglia.

«C'è la rescissione con danno e dovremmo riappaltare. Sarebbero altri mesi persi però». Ma per ora a Villa Locatelli non si fasciano la testa prima di rompersela. Però si portano avanti, tanto che martedì mattina hanno avuto un primo colloquio con Anas per cedere la strada «della discordia». «Intanto mancano ancora altri nove milioni di euro per le opere complementari e stiamo quindi chiedendo la disponibilità ad Anas». Ma non solo: «Abbiamo proposto loro di prendersi carico della strada, visto che ha poco di provinciale e andrebbe nello stesso senso dell’accordo preso tra le Amministrazioni e l’azienda, che si prende in carico la gestione di strade ormai ex provinciali». Finora con Anas c’è stato solamente un incontro, ma è previsto un intenso carteggio tra i due enti. «Finora è stato realizzato il 20% dei lavori. L’appalto è di 109 milioni di euro e quindi per adesso sono stati spesi circa venti milioni».

All'incontro di martedì a Roma era presente anche il consigliere provinciale Mauro Galbusera, accompagnato dal parlamentare Gian Mario Fragomeli. All’appello quindi mancano ancora i nove milioni di euro, risorse necessarie a coprire i nuovi costi dell’opera, saliti dai 93,6 milioni inizialmente previsti agli attuali 118 milioni. Sulla questione è intervenuto anche il senatore della Lega nord Paolo Arrigoni: «Per il territorio lecchese e soprattutto per il sistema economico locale quest’opera rappresenta un tassello fondamentale. Le comunità lecchese e bergamasca, protagoniste di una grossa fetta di PIL del paese, da anni con impegno e responsabilità stanno operando per riqualificare la ex SS.639. Meritano di meglio della viabilità da terzo mondo di oggi: strade colabrodo, cavalcavia crollati, interdetti al traffico o vincolati».