Lecco, 8 novembre 2017 - Un bando di concorso che ha fatto arricciare parecchi nasi quello per l’assunzione di tre agenti di polizia locale a Lecco. Sono stati proprio alcuni ghisa a far notare che la procedura concorsuale, agli atti con il numero di protocollo 74912, permette di partecipare alla selezione anche a candidati con gravi disabilità. Tanto che chi ha una percentuale di disabilità oltre l’80% è sollevato dal sostenere le prove selettive; per i non vedenti è prevista anche l’assistenza di una persona per la lettura delle domande della prova scritta. Un apparente controsenso perché i posti da coprire non sono riguardano posizioni amministrative ma per agenti sulla strada, con requisiti specifici. L’assessore preposto, Francesca Bonacina, difende la scelta fatta nel bando di concorso. «Il riferimento alla legge 104 nasce da un ragionamento voluto, ovvero consentire di accedere a questo lavoro anche a persone che hanno una invalidità».

«Ci sono invalidità compatibili con mansioni di un agente di Polizia locale. La donna operata al seno o la persona con diabete può farlo, non mettere queste categorie creerebbe una discriminazione. Chiaramente se ci fossero domande da parte di invalidi si deve fare un incrocio e verificare la compatibilità con le mansioni di agente». «Le invalidità sono di tanti tipi e la scelta è stata di non mettere un filtro a monte ma “a valle”, con verifiche successive sulla compatibilità del candidato. La procedura è più che legittima e il criterio è stato quello di non discriminare». Fortissimi dubbi su questo bando vengono eperò spressi dal responsabile nazionale dell’Organizzazione sindacale delle Polizie locali. «Premesso che le categorie protette vanno salvaguardate e c’è una specifica legge, che è la 68 del 1999 - spiega Stefano Lulli -, dobbiamo entrare nel merito di un bando per assumere agenti di polizia locale che fanno polizia giudiziaria e ausiliario di pubblica sicurezza. Qualifiche mirate per un determinato scopo, alcuni comuni lo mettono come “riserva di posti” per le categorie protette, ma non è questo il caso di Lecco». Resta lo stupore sul bando del Comune di Lecco «La legge non dice che in ogni bando bisogna inserire categorie protette, dice che bisogna inserirle nel posto adatto, non in un corpo di polizia perché la persona disabile non può essere utilizzata per una serie di compiti».

«La legge dice che un ente pubblico nelle assunzioni deve prevedere una percentuale, ma Lecco non fa solo concorsi per polizia locale li fa per amministrativi e dirigenti ed è più ovvio che il Comune di Lecco applichi legge per mansioni più adeguate che prevedano magari il telelavoro o altri vantaggi per permettere al disabile un giusto inserimento che non li metta anche in difficoltà».