Annone Brianza (Lecco), 4 aprile 2017 – Botta e risposta tra Roma e Milano sulla ricostruzione del cavalcavia di Annone Brianza, crollato lo scorso 28 ottobre sulla Super 36 uccidendo un automobilista. I tecnici di Anas, incaricati della progettazione dell'opera, non si sono ancora seduti al tavolo da disegno o al computer per stilare le tavole del nuove ponte, suscitando ieri, lunedì,il disappunto e le rimostranze del vicepresidente della V commissione regionale permanente Territorio Mauro Piazza e del sottosegretario Daniele Nava, entrambi tra laltro lecchesi.

In serata è però giunta una replica tramite una nota da parte del ministro alla Infrastrutture Graziano Delrio. "La riunione che si è tenuta il 14 febbraio scorso al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con al centro il tema delle problematiche connesse al crollo del cavalcavia sulla SS 36 nel Comune di Annone di Brianza, si è conclusa con l'invito del Governo alla Regione Lombardia, presente al tavolo con un suo rappresentante tecnico, a rendere nota la volontà o meno di partecipare al co-finanziamento per la ricostruzione del ponte crollato lo scorso ottobre. Il rappresentante della Regione si era impegnato a dare rapidamente un riscontro che ad oggi non è mai giunto. Il Mit non viene meno agli impegni assunti”.

Le schermaglie a distanza sono proseguite anche oggi, martedì, con l'intervento dell'assessore regionale alla Mobilità Alessandro Sorte, secondo cui – si legge in un comunicato - “ chi gestisce una superstrada come la SS36 deve farsi carico di garantire la permeabilita alla rete locale, e lo Stato, attraverso Anas con cui ha un contratto, deve concretamente impegnarsi a risolvere le interferenze. Non solo le leggi, ma anche la logica dicono che non si può costruire una strada o un'autostrada consumando il territorio senza anche ripristinare e garantire nel tempo le connessioni locali stradali, ciclabili e pedonali insieme ai corridoi ambientali". E ancora: “sono le tasse che pagano i lombardi a sostenere il bilancio dello Stato", per questo è “improprio e fuori luogo" chiedere altri fondi alla Regione. Di più, tenendo conto che circa 100 dei 600 milioni di euro introitati da Anas ogni anno dalla rete autostradale italiana provengono da quella lombarda, l'assessore si chiede “dove finiscano questi soldi”. Per questo avverte che “se si vuole proseguire in un percorso di statalizzazione delle strade, la vicenda di Annone è un importante banco di prova".

Ma mentre i politici discutono, cittadini e automobilisti attendono risposte e tempi certi. A distanza di ormai cinque mesi e mezzo dal disastro costato la vita a una persona, nulla è cambiato ad Annone e nemmeno a Isella di Civate. Il viadotto chiuso pochi giorni dopo per il rischio che frani anch'esso è infatti ancora interdetto al transito.

di D.D.S.