Lecco, 12 gennaio 2018 - Ha comprato un libro antico rubato a prezzo di saldo tramite un sito di aste online, ma pochi mesi dopo hanno bussato alla porta di casa sua i carabinieri per reclamare la restituzione del volume, in modo da riportarlo alla legittima proprietaria, una facoltosa signora di Montevarchi, provincia di Arezzo in Toscana, a cui nel febbraio 2017 era stata completamente svaligiata una libreria d’epoca composta anche da manoscritti.

Ad acquistare un libro del ‘500 su eBay alla modica cifra di 500 euro, nonostante il valore molto maggiore, è stato un appassionato collezionista di Montevecchia. Ha spergiurato di non sapere che quel tomo che si era accaparrato in internet fosse rubato: per ora, oltre ad averci rimesso 500 euro e non avere più in mano la pregevole edizione per la quale si era illuso di aver concluso un affare, non risulta indagato, ma potrebbe dover rispondere dell’accusa di incauto acquisto. È comunque in buona compagnia, perché le preziose stampe trafugate sono finite in mezza Italia, da Olbia in Sardegna, a Fontanellato di Parma, da Rieti a Bagnocavallo nel Ravennate, e poi Milano, Sacile in Friuli Venezia Giulia, Roma, Castiadas di Cagliari, Valdobbiadene nel Trevisano, Peschiera del Garda nel Mantovano, Torre Pellice in provincia di Torisno,Montignoso diMassa Carrara, Castellanza nel Varesotto e appunto in Brianza.

I carabinieri della Compagnia aretina hanno recuperato e rimesso insieme l’intera collezione e hanno pure individuato chi li ha piazzati sul web, un 40enne pregiudicato di Casagiove, Caserta, incriminato per ricettazione. «Siamo risaliti a lui tramite l’account che utilizzava su eBay - spiegano gli investigatori toscani -. Quei libri tra l’altro erano destinati a una donazione che la proprietaria, che è sola, intende compire come lascito ad una biblioteca». Il ricettatore era già finito nei guai per lo stesso motivo nel 2016, quando, oltre a un dipinto, i militari di Latina e del Comando per la Tutela del patrimonio culturale di Roma trovarono dove abita otto registri battesimali manoscritti, con iscrizioni datate tra il 1638 ed il 1860, fatti sparire dalla sacrestia della chiesa di San Giacomo di Gaeta. Daniele De Salvo