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Ragazzo ucciso a Londra, genitori in volo con il primo aereo La Brianza è sotto choc

La notizia è stata comunicata alla famiglia solo durante la giornata di lunedì con una telefonata dalla Farnesina

di Daniele De Salvo

L'esterno della pizzeria Vesuvius dove lavorava Joele Leotta (nel riquadro), ucciso a Madistone, capoluogo del Kent da un gruppo di ragazzi del posto (Ansa)
L'esterno della pizzeria Vesuvius dove lavorava Joele Leotta (nel riquadro), ucciso a Madistone, capoluogo del Kent da un gruppo di ragazzi del posto (Ansa)

Nibionno, 23 ottobre 2013 - Era partito per l’Inghilterra da nemmeno un paio di settimane. Gioele Leotta, 19 anni di Nibionno, aveva deciso come tanti di affrontare un’esperienza all’estero per trovare lavoro e nel contempo imparare la lingua. Si arrangiava come cameriere in un ristorante italiano di Maidstone, nel Kent, contea alle porte di Londra. Sembrava tutto procedesse senza problemi, nonostante la difficoltà di ambientarsi in un luogo sconosciuto. Poi invece domenica sera si è consumata la tragedia con l’assalto a sorpresa di otto balordi forse di più. Pare che fossero tutti ubriachi e forse anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La notizia della sciagura è stata comunicata ai familiari solo lunedì in giornata, attraverso una telefonata da parte dei funzionari della Farnesina. Il papà Ivan, la mamma Patrizia e il fratello minore di appena 15 anni, Massimo, hanno preparato subito le valigie e quindi preso il primo aereo disponibile, senza quasi riuscire ad avvisare nemmeno gli altri parenti. Le informazioni che provengono dal Regno Unito non sono molte e non si conosce ancora molto di preciso, nè sulla dinamica di quanto successo né sulle indagini degli agenti della Polizia del posto.

È stato solo confermato che il nibionnese e un coetaneo di Sirtori con cui stava affrontando quella che avrebbe dovuto essere una bella avventura sono stati assaliti entrambi a sorpresa nella loro camera, in Lower Stone Street, nel centro del capoluogo della contea, proprio sopra il locale «Vesuvio» dove prestavano servizio come camerieri. La notizia si è subito diffusa in paese e ieri il parroco don Luigi Bianchi ha avuto informazioni sul delitto di Londra.

I due brianzoli avrebbero cercato di difendersi in qualche modo, ma non hanno potuto nulla per rispondere all’aggressione perché in netta superiorità numerica. Quando sul posto sono intervenuti i soccorritori ormai era troppo tardi e la corsa in ospedale con l’eliambulanza purtroppo non è servita a nulla. Gli investigatori hanno subito avviato le indagini del caso. Sette presunti colpevoli sono stati individuati poco dopo, mentre erano seduti a tavola in attesa che venisse servito loro quanto ordinato, come se nulla fosse accaduto. A quanto sembra avrebbero voluto dare una lezione ai due italiani perché avevano occupato il letto di un loro amico sfrattato perchè sempre ubriaco e soprattutto perchè avrebbero rubato il posto di lavoro ai cittadini del posto. I “bobby” stanno tuttavia svolgendo ulteriori accertamenti.

Sulla scena del crimine è stato allestita una sorta di centrale operativa mobile, la strada è stata transennata e chiusa sia al traffico sia ai pedoni. Inoltre hanno passato al setaccio anche tutti i cassonetti dell’immondizia della zona probabilmente alla ricerca del coltello che parrebbe sia stato utilizzato per pugnalare i due 19enne lecchesi. Quanto successo a causa della brutalità e della violenza ha lasciato costernati tutti gli abitanti di Maidstone, molti dei quali hanno saputo dell’assalto unicamente la mattina dopo, quando hanno notato la presenza degli uomini in divisa. Alcuni tuttavia, attraverso i media locali, non hanno mancato di imputare la colpa dell’accaduto all’eccessiva presenza di stranieri, che, a quanto pare, sta credando tensioni anche tra i sudditi di sua maestà.

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