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«Italiani, ci rubate il lavoro» Ragazzo lecchese ucciso nel Kent

Pestaggio mortale, indagini in corso sul movente

Aveva 19 anni, era arrivato 10 giorni fa con un amico per imparare l’inglese. Faceva il cameriere in un ristorante. Pestato e accoltellato: nove arresti

di Paola Pioppi e Daniele De Salvo

Un poliziotto inglese, nel riquadro Gioele Leotta di Nibionno aggredito e ucciso nel Kent
Un poliziotto inglese, nel riquadro Gioele Leotta di Nibionno aggredito e ucciso nel Kent

Nibionno (Lecco), 23 ottobre 2013 - Massacrato di botte fino ad ammazzarlo. Solo perché italiano. Una storia di emigrazione e razzismo che non ha come teatro uno slum di una megalopoli del terzo mondo ma Maidstone, la capitale del Kent, il Giardino d’Inghilterra, appena una cinquantina di chilometri a sudest di Londra. A essere ucciso, «perché rubava il lavoro agli inglesi» — sarebbe il motivo che ha scatenato la violenza degli assassini — Joele Leotta, un diciannovenne di Nibionno, piccolo centro della provincia di Lecco. Nove persone sono già state arrestate

Un teenager italiano partito col solo obiettivo di imparare l’inglese, pestato e pugnalato da almeno otto persone che volevano dare a lui e all’amico—un coetaneo di Sirtori, sempre nel Lecchese, anch’egli massacrato— una pesante lezione. La polizia del Kent ha arrestato già ieri gli otto presunti colpevoli del massacro: tutti ragazzi tra i 21 e i 25 anni. Una nona persona è stata arrestata questa mattina. La tragedia si è consumata domenica sera, poco dopo le 23, in un appartamento della cittadina in Lower Stone Street, dove vivono diversi stranieri e dove i ragazzi brianzoli si erano trasferiti da appena una decina di giorni. I due avevano trovato impiego come camerieri in un ristorante della zona per mantenersi il soggiorno.

Ed è proprio all’interno del locale che la tragedia ha avuto il suo prologo: alcuni clienti li avrebbero a più riprese importunati, accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale e soprattutto di rubare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà. Sembrava che la discussione fosse destinata a concludersi tra i tavoli del ristorante, invece, mentre i due giovani lecchesi, terminato il turno di servizio, si apprestavano ad andare a letto, gli otto hanno fatto irruzione nella stanza che i due amici condividevano e li hanno picchiati a sangue. Qualcuno avrebbe anche estratto un coltello e colpito Leotta.

Quando alcuni residenti hanno allertato le forze dell’ordine e i soccorsi, le condizioni del ragazzo erano già disperate: trasferito d’urgenza in elicottero al King College di Londra è spirato poco dopo il ricovero. L’amico, ricoverato invece all’ospedale Tunbridge Wells a Pembury con lesioni al collo, alla testa e alla schiena, è invece fuori pericolo. Tramite i funzionari dell’ambasciata italiana i genitori della vittima sono stati avvisati di quanto accaduto solo lunedì e ieri si sono imbarcati sul primo aereo utile.

Nel frattempo sono scattate le manette ai polsi dei presunti assassini: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre si apprestavano a ordinare la cena in un ristorante, un altro la notte seguente (il nono nelle ultime, ndr). Interrogati dagli investigatori altri sei uomini di 21, 23, 27 e 30 anni, più un 45enne rilasciato su cauzione.

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