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"Abbattere la tomba di Lucio": l'ultima volontà dei parenti di Battisti

"Non diventi un sacrario per i fan"

Al Comune di Molteno la richiesta di demolire la cappello dopo il trasferimento delle spoglie a Rimini. Il Comune: "Non è una proprietà della famiglia, noi suggerimo di farne un sacrario per suore e preti"

La moglie di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese (a destra), davanti al carro funebre dove è stata caricata la salma del cantautore (Ansa)
Molteno, traslata dal cimitero la salma di Battisti

Molteno (Lecco), 3 ottobre 2013 - Abbattere la tomba di Lucio Battisti a Molteno. E' questa la volontà che avrebbero espresso i parenti del cantante dopo la traslazione delle spoglie a Rimini dalla cappella che per 15 anni le ha conservate, "affinché la tomba vuota non diventi un sacrario".

Un'indiscrezione confermata dal Comune di Molteno alle agenzie stampa. "La vedova ha manifestato l'intenzione di demolire la cappella - ha dichiarato il consigliere comunale Angelo Casiraghi, delegato all'anagrafe -. Teme l'andirivieni dei fan, anche dopo che la salma è stata spostata e poi cremata. Intanto l'idea ci è stata sottoposta verbalmente: stando a quanto comunicato, dobbiamo attenderci di veder protocollata a breve la domanda ufficiale di abbattimento".

"Da parte nostra - spiega ancora il consigliere comunale - la contrarietà sarà netta. Anzitutto, la cappella è una concessione cimiteriale e non una proprietà: quindi, per noi, la famiglia non ne può liberamente disporre; infatti non può essere nemmeno venduta. Il regolamento - precisa Casiraghi - non dice nulla di esplicito riguardo al demolire: è un caso impensabile, che non si è mai posto, ma a nostro parere la via indicata dalla famiglia Battisti non è proponibile. Ci opporremo, ma al tempo stesso abbiamo pronta una controproposta, ventilata soltanto nel contatto tra i tecnici: suggeriremo di donare la cappella al Comune, che ne cambierà radicalmente destinazione e aspetto, destinandola per esempio alla sepoltura di preti o suore del paese".

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