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Topi d'auto arrestati in flagrante Rubavano nelle concessionarie

Distraevano i venditori, rubavano le chiavi e fuggivano dalle rivendite con vetture di grossa cilindrata. I due marocchini presi dai carabinieri a Calco su una Mercedes classe E

Una pattuglia dei carabinieri (foto Newpress)
Una pattuglia dei carabinieri (foto Newpress)

Merate, 21 febbraio 2012 - Si fingevano potenziali clienti interessati ad acquistare fuoriserie o comunque auto di grossa cilindrata, poi, con diversi pretesti, distraevano i venditori, rubavano loro le chiavi delle macchine su cui avevano messo gli occhi e infine saltavano sulle quattro ruote prescelte e sparivano nel nulla. Ieri però il trucchetto non ha funzionato perché i carabinieri li hanno fermati prima che mettessero a segno l'ennesimo furto. Due marocchini di 30 e 32 anni, uno residente a Seregno l'altro a Milano, sono stati così arrestati.

Gli immigrati erano appena entrati in azione a Calco, alla concessionaria “Primauto”. Si apprestavano a scappare a bordo di una potente Mercedes classe E nuova di zecca, sempre dopo aver recitato la solita scenata. Peccato per loro che una pattuglia di militari del Nucleo radiomobile, alle dipendenze del luogotenente Emanuele Peritore, che stavano transitando di lì li abbia riconosciuti perché pochi giorni prima erano già entrati in azione a Brivio, al salone “Autocogliati”, facendo sparire un suv Tuareg. Hanno provato a scappare, ma sono stati fermati con una manovra a tenaglia grazie anche all'arrivo dei colleghi della stazione locale di Brivio prima che riuscissero ad allontanarsi. Probabilmente i mezzi erano destinati al mercato nero estero, dell'Est Europa oppure del Nord Africa.

“Non abbiamo lavoro, non sappiamo come guadagnarci da vivere”, hanno provato a giustificarsi. Le loro imprese tra l'altro sono state immortalate anche dai sistemi video a circuito chiuso di diversi rivenditori. Dopo una notte in cella di sicurezza quest'oggi, martedì, sono comparsi davanti al giudici. Hanno confessato tutto. L'arresto è stato convalidato e ora si trovano ai domiciliari. Le indagini proseguono per appurare quanti colpi del genere abbiano realizzato e dove.

Nelle ultime settimane gli operatori del 112 della Compagnia di Merate, comandata dal capitano Giorgio Santacroce, hanno portato a termine di diversi arresti: due zingari ritenuti responsabili di una dozzina di borseggi e rapine, un albanese che ha compiuto diverse spaccate in stazioni di rifornimento e tabaccherie, uno spacciatore che sotto il sedile della propria utilitaria nascondeva quindici dosi di cocaina, un romeno che ha accoltellato il cliente di un bar e un nigeriano che utilizzava una carta di credito clonata ad una ignara vittima statunitense.

di Daniele De Salvo

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