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Le aziende di Lecco preferiscono i diplomati ai laureati

La provincia di Lecco si posiziona infatti al primo posto in Italia per assunzione di diplomati e al 72° per quello dei laureati. Vola la disoccupazione giovanile

Una festa di diploma
Una festa di diploma

Lecco, 21 febbraio 2012 - Cervelli in fuga fuori provincia. Continua a crescere la quota di laureati costretti a trovare un’occupazione lontano dal territorio di Lecco così come continua ad aumentare il tasso di disoccupazione giovanile, salito dal 9,4% del 2008 al 20,9% del 2010.

L’onda lunga del biennio 2010-2011 si fa sentire e i dati del secondo rapporto annuale dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, presentati ieri mattina nella sede della Camera di Commercio, fanno temere per un 2012 ad alta tensione. Nonostante la presenza del Politecnico e del nuovo polo universitario, che rappresentano una grande sfida per il futuro, più della metà dei giovani laureati è costretto a trovare un’occupazione in altre province.

Le imprese lecchesi per ora continuano a corteggiare gli istituti tecnici. Per quanto riguarda le previsioni di assunzione del 1° trimestre del 2012, la provincia di Lecco si posiziona infatti al primo posto in Italia per assunzione di diplomati e al 72° per quello dei laureati, con una percentuale dell’8%. Meno della metà sia di quella nazionale che di quella regionale. Nonostante le difficoltà riscostrate dai più giovani il mercato del lavoro sembra essere ancora in grado di reggere il colpo, anche se con gravi difficoltà.

Calano sensibilmente i posti di lavoro nel settore metalmeccanico (sono 2.800 gli addetti rimasti a casa, con una flessione dell’8,3%), soffre anche il commercio, ma è il settore edile a preoccupare maggiormente con una crisi che per ora sembra irreversibile. Sono oltre 600 i lavoratori (il 9%) che hanno perso il posto. Le stime per il 2011 segnalano flessioni ancora più consistenti. La riduzione dell’occupazione in provincia ha determinato l’aumento delle persone in cerca di un impiego che sono salite a 8.200 unità con un incremento di 1.100 unità rispetto al 2009. Un tiepido ottimismo è legato all’incremento fatto registrare dal settore turistico, che da solo però non è in grado di dare una risposta all’emoraggia occupazionale, ma soprattutto allo sviluppo tecnologico di nuovi settori grazie alla collaborazione fra alcune aziende lecchesi e il mondo della ricerca.

di Federico Magni

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