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Sfumato il progetto polo brianzolo Beretta va alla conquista dell’Oriente

Nuova avventura in Cina

Tecnologie innovative e ricette italiane invadono il mercato cinese

Lavoratori all'interno del salumificio
Lavoratori all'interno del salumificio

Rovagnate, 18 febbraio 2012 - Vittore Beretta, patron dell’omonimo colosso di insaccati, aveva scelto la sua Brianza per ampliare la storica attività di famiglia. Aveva messo gli occhi su un ampio appezzamento di terreno a Rovagnate, in località Zerbine, dove un tempo c’era una porcilaia, un lotto complessivo di centomila metri quadrati. Il piano industriale prevedeva la realizzazione di diversi capannoni su più piani per una superficie lorda di pavimento di 66.900 metri quadri e una coperta di 37mila, un’estensione pari a otto campi di calcio, una colata di cemento su un’area in prevalenza agricola da trasformare in edificabile a ridosso del Parco del Curone.


I re dei salumi erano pronto a investire 120 milioni di euro in dieci anni, promettendo anche positive ricadute occupazionali con la previsione di offrire un impiego a circa 300 nuovi addetti. Ma il sindaco Marco Panzeri ha detto «no», nonostante le pressioni da parte dei vertici di Villa Locatelli, degli esponenti sindacali e dei maggiorenti del mondo imprenditoriale lecchese. Il fallimento delle trattative è stato determinato dal mancato accordo ecomonico: dall’Amministrazione comunale volevano in cambio due milioni di euro, calcolati in base al fatto che il valore dei mappali, una volta diventati industriali, sarebbe schizzato fino a sei milioni di euro.

In pratica si chiedevano 36 euro per ogni metro quadro di terra da lottizzare. I vertici della Spa tuttavia non sono stati disposti a concedere più di 1.162.000 euro, nemmeno 15 euro per ogni metro quadrato, troppo pochi dato l’impatto ambientale. Il primo cittadino avrebbe anche voluto che la realizzazione del nuovo stabilimento fosse vincolata al reimpiego dei lavoratori del territorio rimasti disoccupati, tra i quali gli operai della Bessel di Santa Maria. Ma anche questa clausola è stata respinta con decisione dai dirigenti della Beretta. Il piano almeno per il momento è stato così accantonato e il colosso brianzolo guarda alla Cina, dove oggi si inaugura un nuovo salumificio.

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