L'operazione è stata fatta per la prima volta da un'equipe italiana su paziente con un aneurisma dell'aorta toracica superiore a 9 cm. Salvo un 83enne di Canzo
Lecco, 17 febbraio 2012 - Un intervento adottato per la prima volta da un'equipe italiana su paziente con un aneurisma dell'aorta toracica superiore a 9 cm, ha salvato la vita ad un 83enne di Canzo (Como), operato all'ospedale Manzoni di Lecco. "Questo tipo di intervento, raramente praticato su scala nazionale, è stato messo a punto dalla clinica cardiovascolare dell'ospedale di Zurigo e permette di risolvere casi inoperabili di aneurismi all'aorta toracica o addominale" spiega il primario di Chirurgia vascolare Giovanni Lorenzi.
"Per l'aneurisma due sono le metodiche tradizionali d'intervento: l'intervento chirurgico con apertura del torace e dell'addome o quello endovascolare mediante endoprotesi". Nel paziente in questione entrambe le soluzioni non erano praticabili. L'uso di un particolare tipo di endoprotesi è stato scartato perché era necessario un intervento d'urgenza. "Abbiamo scelto questa terza via d'intervento poco invasiva, chiamata periscopio e consistente nell'inserimento di due protesi affiancate in anestesia locale", aggiunge il primario.
L'intervento, eseguito otto giorni fa, ha avuto buon esito e il paziente è già stato dimesso. L'aneurisma dell'aorta si presenta in 50 nuovi casi ogni anno su 100.000 persone. E' una malattia silenziosa e asintomatica. I soggetti più a rischio sono uomini ultra sessantenni, con pressione alta, fumatori, con una familiarità alla malattia o con altre patologie cardiache. Solo all'ospedale Manzoni di Lecco vengono operati circa 110 aneurismi all'anno.