Il titolare: "I residenti sono sempre pronti a lamentarsi, ora non si sono accorti di nulla"
Casatenovo, 11 febbraio 2012 - Ennesimo furto al bar Caesar cafè di Galgiana di Casatenovo, il quarto nel giro di appena sette mesi. I ladri hanno segato una parte della saracinesca e forzato con un piedi di porco l’ingresso principale. Probabilmente, come in occasione dei precedenti tre raid messi a segno a luglio e a settembre, puntavano ai videopoker, ma è scattato il sistema di allarme. Sono così riusciti ad arraffare «solo» alcune stecche di sigarette da dietro il bancone, il soldi lasciati nel registratore come fondo cassa ed un televisore, racimolando comunque un bottino dal valore di duemila euro. Più naturalmente i danni, notevoli, che gli intrusi si sono lasciati alle spalle. Nessuno dei residenti della zona nè degli inquilini del condominio dove si trova il locale hanno visto né sentito niente.
«Quando devono lamentarsi delle persone che alla sera si fermano a parlare qui fuori o che a tratti alzano la voce gli abitanti del posto sono sempre pronti a cogliere ogni bisbiglio ed a lamentarsi - commenta rammaricato e insieme arrabbiato Cesare Di Somma, 32 anni, il titolare dell’esercizio pubblico -. Quando però i malviventi mettono a segno le spaccate chissà come mai non si accorgono mai di nulla e riescono tranquillamente a continuare a dormire indisturbati...». Eppure i colpevoli non ci devono aver messo poco a tagliare le maglie metalliche della cler e devono pure aver fatto molto frastuono dato che hanno utilizzato un flessibile o una sega circolare che di decibel e scintille ne hanno spigionati parecchio, certamente abbastanza da buttare giù dal letto chi dormiva ai piani superiori. Anche per questo il giovane barista ha deciso di cedere l’attività e trasferirsi altrove.
«Lo stabile è vecchio, gli infissi non garantiscono abbstanza sicurezza e per evitare problemi con i vicini dovrei farmi carico di opere di insonorizzazione troppo costose - spiega -. Visto quello che succede non me ne vale più la pena, meglio cercare un altro posto perché altrimenti rischio di lavorare sempre in perdita. Se poi ci aggiungiamo pure il denaro che ci sto perdendo per i ripetuti furti e per sistemare serrande, porte e finestre i conti fanno in fretta a non quadrare». Una decisione non facile, dato che gli avventori non mancano ed è riuscito in tre anni, da quando ha rilevato l’attività, a crearsi un buon giro di clienti affezionati, ma anche alle luce dell’ultimo raid, non ha molte altre scelte. «Devono cambiare le leggi, i carabinieri i ladri li prendono anche, ma tanto poi dopo un giorno i giudici li rimettono fuori liberi di combinare altri guai - prosegue il 32enne -. E anche le regole delle slot non vanno più bene: possibile che nel 2012 funzionino ancora con i soldi che potrebbero invece essere sostituiti da carte prepagate?».
di Daniele De Salvo