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Centro di massaggi cinesi chiuso Dietro le cure spuntano i sospetti

Nel locale di viale Montegrappa mancava personale qualificato, come richiesto dalla normativa vigente. Motivo sufficiente per disporre l’interruzione dell’attività per venti giorni. Dietro però sembra ci sia qualcosa di più

Centro massaggi cinese
Centro massaggi cinese

Lecco, 3 febbraio 2012 - Il cartello sulla vetrina è chiarissimo: il locale è stato sottoposto a chiusura. In calce la firma dell’ufficiale di polizia giudiziaria dei vigili urbani. Il perché di quell’ordinanza l’aveva fornito lo stesso Comune di Lecco: nel locale di viale Montegrappa mancava personale qualificato, come richiesto dalla normativa vigente. Motivo sufficiente per disporre l’interruzione dell’attività per venti giorni. Questa la versione ufficiale. Peccato che dietro sembra ci sia qualcosa di più.

A cominciare dal fatto che il centro di massaggi cinese «Sorella» - a due passi da uno dei molti ingressi del supermercato Iperal, ma anche dalla sede del Pirellino - era già stato più volte oggetto di un’ordinanza comunale di chiusura. Non solo: dietro a quell’attività si nasconderebbe ben altro. Lo svela uno degli uomini della questura che da tempo sta svolgendo indagini sulla vicenda. «È incredibile: quel locale l’abbiamo già fatto chiudere più volte e ogni volta riapre come se nulla fosse», spiega il poliziotto del quale ovviamente rispettiamo l’anonimato.

«Mi sembra davvero un’assurdità perché noi ci mettiamo tempo ed energie per raccogliere informazioni. Invece tutto si risolve con una multa e poi quell’attività riapre». «A questo punto che ce lo dicano chiaramente: servono solo soldi per le casse e non interessa nient’altro». Lo sfogo è amaro e in qualche modo racconta il disagio di chi ogni giorno è chiamato a far rispettare la legge. Quella stessa legge che loro stessi, a volte, fanno fatica a capire.
 

L'agente lo fa capire chiaramente che là dentro c’è qualcosa di più del semplice non rispetto di una normativa. Là dentro si andrebbe ben oltre i massaggi cinesi che la locandina esterna pubblicizza al modico prezzo di 50 euro per un’ora. I centri benessere gestiti da cittadini cinesi e trasformati in case di appuntamento non sono una novità in città. Gli uomini di corso Promessi Sposi ne avevano stanato uno in via Leonardo da Vinci e un’altra nella centralissima via Roma, dove un blitz della questura aveva scoperchiato le malefatte senza però mettere le mani sui responsabili.  Peggio era andata ai gestori di un terzo centro massaggi, in via Leopardi (a due passi da viale Turati) - due donne e un uomo, pure loro cinesi - sorpresi da una retata della questura e già rinviati a giudizio in tribunale per favoreggiamento della prostituzione.
 

andrea.morleo@ilgiorno.net

di Andrea Morleo

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