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Frasi razziste su Facebook Punito: lavorerà in cooperativa

Il minore ha chiesto scusa

L’episodio è accaduto nelle ultime settimane e ha come protagonista uno studente minorenne iscritto a un istituto superiore lecchese

Utente su Facebook (Ansa)
Utente su Facebook (Ansa)

Lecco, 2 febbario 2012 - Pubblica frasi razziste su Facebook e per questo viene punito con lavori socialmente utili. L’episodio è accaduto nelle ultime settimane e ha come protagonista uno studente minorenne iscritto a un istituto superiore lecchese. Il ragazzo infatti ha pubblicato sulla sua bacheca del social network Facebook alcune frasi irriguardose a sfondo razzista verso stranieri e immigrati. L’intervento però è stato letto da molte persone, tra cui compagni di scuola che lo hanno minacciato e, qualche giorno dopo, il minore si è ritrovato attorniato da alcuni compagni fuori dall’istituto; la spedizione punitiva si è fortunatamente limitata a intimorire il ragazzo, senza ricorrere all’uso della violenza fisica.


Qui è intervenuto il dirigente scolastico: il caso infatti è finito sulla sua scrivania e quindi ha deciso di convocare immediatamente un consiglio di classe straordinario per affrontare il caso e prendere provvedimenti disciplinari nei confronti del giovane razzista. Il preside ha riflettuto sull’accaduto e ha poi decretato una punizione originale: al posto della più consueta sospensione lo studente dovrà svolgere un periodo di lavori socialmente utili in una cooperativa. Sia il ragazzo sia la sua famiglia hanno accettato la punizione proposta dal dirigente.

«La possibilità di proporre i lavori socialmente utili arriva dallo statuto degli studenti – spiega la vicepreside dell’istituto –. Chi ha sbagliato ora andrà a lavorare in una cooperativa che si occupa di diversamente abili e persone di varie estrazioni sociali. Lo studente ha accettato di buon grado la punizione alternativa, ma bisognerà vedere come la prenderà appena comincia il periodo di lavoro; infatti se al momento non ha avuto grossi problemi ad accettare il volontariato, ora dovrà riuscire a superare la barriera psicologica che sicuramente avrà nel lavorare con persone diverse. Solo dopo il periodo nella cooperativa si potrà rendere conto dello sbaglio che ha commesso».
 

Già da questa settimana il minore dovrebbe iniziare il suo impegno che, si spera, lo faccia riflettere su ciò che ha fatto. «I ragazzi purtroppo non si rendono conto che l’insulto su Facebook è diverso da quello detto in faccia – continua la vicepreside –. I giovani devono rendersi conto che tutto quello che viene scritto sui social network può essere letto in qualsiasi parte del mondo». Intanto il preside dell’istituto, che ha preso la decisione della singolare punizione, tiene a precisare: «Quello che ha scritto il ragazzo sulla sua bacheca di Facebook non l’ho visto di persona, quindi al riguardo non posso dire nulla. So solo che il giovane ha provveduto immediatamente a cancellare tutto quanto, ha ammesso le sue colpe e ha chiesto scusa. Ora ci auguriamo che la
famiglia faccia in modo che la punizione avvenga nei termini e nei modi accordati e che il ragazzo impari la lezione».

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