Dopo un servizio di "Striscia la notizia" andato in onda sul Canale 5 è scoppiato il caso di Maurizio e Marziano Tedeschi: secondo l'accusa il primo avrebbe visitato i pazienti del fratello, truffando in questo modo l'Asl
Lecco, 1 febbraio 2012 - Dalla Tv in Procura. La vicenda dei due medici lecchesi, i fratelli Maurizio e Marziano Tedeschi (60 anni), ha dato il via a due indagini distinte: una dei Nas di Brescia e l’altra interna all’Asl di Lecco. Entrambe hanno l’obiettivo di verificare la fondatezza della denuncia di Striscia La Notizia. In una delle ultime puntate l’inviato del tg satirico, Max Laudadio, aveva accusato i due professionisti di scambiarsi i pazienti approfittando della contiguità dei rispettivi studi, siti in via Petrarca 7.
Secondo l’accusa Maurizio (medico di base generico) visitava anche i pazienti del fratello gemello Marziano quando quest’ultimo, dentista specialista in odontostomatologia, era impegnato in visite private. Pratica che andrebbe avanti almeno da una decina d’anni, secondo le testimonianze di alcuni pazienti già raccolte da Striscia.
«Se così fosse sarebbe un fatto gravissimo - ha spiegato il direttore generale dell’Asl Marco Votta - perché così il medico avrebbe ricevuto il contributo Asl (40 euro lordi all’anno per assistito, ndr) senza averne il diritto. Abbiamo aperto un’inchiesta interna, oltre ad aver avvisato le autorità competenti». Il nucleo Nas dei carabinieri si è già recato negli studi dei due professionisti, sequestrando materiale - soprattutto ricette mediche e la lista degli appuntamenti - utile alle indagini. Indagini «non affatto semplici - ha ammesso lo stesso Votta - perché la normativa è abbastanza complessa. La convenzione nazionale, ad esempio, prevede che due medici possano sostituirsi senza dover avvisare l’Asl». In corso Carlo Alberto però vogliono vederci chiaro «perché, nel caso vengano confermate le accuse, noi siamo parte lesa in questa vicenda».
Il reato ipotizzato - sempre che si trovino prove «provate» della furberie dei due fratelli gemelli - è quello di truffa. In quel caso i due medici, oltre alla revoca della convenzione sarebbero rinviati a giudizio «e l’Asl si costituirebbe parte civile nel procedimento», precisa Votta. Una truffa che, se fosse provata, ammonterebbe a centinaia di migliaia di euro. Il conto in effetti è presto fatto, visto il contributo erogato ogni anno per assistito (40 euro lordi, salvo aumentare per pazienti con patologie complesse) e la quantità di pazienti (1.100 circa) che secondo l’Asl di Lecco risultano in carico a Marziano Tedeschi. Tutto questo moltiplicato per una decina d’anni.
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di Andrea Morleo