Le persone ialla ricerca di un lavoro sono in prevalenza stranieri, ma non mancano anche gli italiani, in netto aumento rispetto agli anni precedenti
Oggiono, 1 febbraio 2012 - Nel cuore della ricca Brianza e della laboriosa provincia di Lecco sempre più gente non riesce ad arrivare a fine mese ed i «nuovi poveri» aumentano. Solo nel 2011 i volontari della Caritas decanale di Oggiono hanno assistito 224 famiglie, per un totale di 847 persone. Numeri, ma soprattutto storie, che narrano la triste realtà di chi all'improvviso si trova senza soldi per pagare le bollette, l'affitto, il mutuo, i libri di scuola per i figli, la spesa ed è costretto a superare imbarazzi e timidezze per chiedere l'elemosina. Stranieri in prevalenza, 620, ma anche parecchi italiani, 227 in tutto, quasi il 30%, in alcuni casi la metà degli utenti del banco alimentare di Molteno, dove arrivano assistiti che abitano tra Annone, Barzago, Bulciago, Castello, Colle, Civate, Dolzago, Ello, Galbiate, Garbagnate, Garlate, Sirone e appunto Molteno e Oggiono.
L'«identikit» parla soprattutto di donne, giovani , di età inferiore ai 35 anni, sposate, disoccupate, che cercano soldi certo, anche beni di prima necessità, ma soprattutto un'occupazione. Le cifre sono in continuo aumento perché agli 847 bisognosi ancora in carico bisogna aggiungerne altri 523 che alla fine sono riusciti a trovare altre soluzioni ma che sono comunque stati aiutati per un totale di 1.370 assistiti. Nel 2010 erano stati invece 1.492, ma il dato comprendeva anche circa 200 cittadini di Valmadrera poi «assegnati» agli sportelli della Caritas locale e quindi non più conteggiati, 1.230 nel 2009 e 836 nel 2008. Dal 2006 ad oggi l'impennata è stata addirittura dell'89%.
«Le statistiche ci sembrano indicare che i nostri centri di ascolto siano un approdo, più o meno obbligato, per quelle fasce di popolazione che più di altre faticano a trovare una collocazione stabile sul mercato del lavoro e dunque una fonte continuativa di reddito - spiega Giuseppe Riva, coordinatore della Caritas oggionese - Succede in effetti che le richieste avanzate risultano fortemente incentrati sull'ambito occupazione. Fungiamo in un certo senso da sostituti dei servizi per l'impiego, ma anche da collettore di una domanda sempre più marcata per politiche esplicite di contrasto alla povertà».
In tanti insomma se non ci fossero i volontari della Caritas non saprebbero veramente dove «sbattere la testa. Ma fortunatamente è cresciut a anche la generosità. «Abbiamo distribuito quasi 55mila tonnellate di generi alimentari - spiega Giuseppe Riva, coordinatore della Caritas oggionese -. Nel 2010 ne avevamo consegnati poco più di 48mila chilogrammi, 36 mila nel 2009. Abbiamo poi anche raccolto 155 tonnellate di vestiti e indumenti contro le 142 dell'anno precedente».
di Daniele De Salvo