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Scarcerato Nardi Bujari

Nessuna intenzione di sparare alla compagna

L'albanese stava mostrando la pistola alla donna quando è partito il colpo. L'uomo credeva si trattasse di un'arma a salve

Garlate, l'arma con cui l'uomo ha ferito la compagna
Garlate, l'arma con cui l'uomo ha ferito la compagna

Garlate, 23 dicembre 2011 - È stato scarcerato Nardi Bujari, l’albanese di 33 anni di Garlate che ha sparato inavvertitamente un colpo di pistola in fronte alla sua fidanzata, Mattia Nannavecchi, 38 anni di Lecco. Ormai è stato appurato che si è trattata di una fatalità e che non aveva alcuna intenzione di far del male alla donna, anche perchè è stato lui il primo ad allertare i soccorsi e a mostrare ai carabinieri dove si trovasse la pistola con cui aveva esploso lo sparo.

«La dinamica degli eventi non è ancora ben definita - conferma il suo legale di fiducia, l’avvocato Vito Zotti -. Però è chiaro che non c’è stata alcuna volontarietà». A quanto sembra l’immigrato stava mostrando l’arma alla 38enne nel suo appartamento di via Peschierino. Era una scacciacani trovata presso la discarica del paese e che ha modificato a mano perchè potesse funzionare, eliminando la canna. Il proiettile inserito all’interno, un calibro 7.65, in precedenza non era mai esploso, come testimoniato dai diversi segni del percussore sul bossolo. Credeva quindi fosse a salve. Quando ha realizzato cosa era successo, inizialmente, probabilmente per discolparsi, ha cercato di sostenere che era stata la donna a premere il grilletto, in una sorta di roulette russa d’amore per dimostrare quanto gli voleva bene dopo un litigio scatenato da alcuni «apprezzamenti» ad altre ragazze su Facebook. In realtà parrebbe appunto più banalmente che mentre le mostrava il revolver a tamburo artigianale è partita la munizione

La ragazza lo ha subito detto sia ai sanitari del 118 sia ai militari dell’aliquota Radiomobile che sono intervenuti per primi sul posto: «Mi stava facendo vedere la pistola ed ha sparato, poi non mi ricordo più niente, solo grigio». Entrambi sono comunque stati sottoposti alla prova dello stub per capire su quale mano si siano depositati i nitrati della polvere da sparo. I tamponi sono stati inviati agli specialisti del Ris di Parma. Qualche indicazione però è già arrivata dall’analisi delle tracce di sangue sugli indumenti dei due, che confermerebbero che a premere il grilletto sia stato l’albanese.

di Daniele De Salvo

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