Piano
fallito,
torna l’incubo
sulla 36
Altra giornata di agonia quella di ieri per le migliaia di turisti che hanno preso d’assalto le montagne lecchesi e le acque del Lario alla ricerca di refrigerio
Lecco, 19 luglio 2010 - Altra giornata di agonia quella di ieri per le migliaia di turisti che hanno preso d’assalto le montagne lecchesi e le acque del Lario alla ricerca di refrigerio. Se al mattino i disagi sono stati contenuti, con rallentamenti limitati, al rientro sono cominciati i problemi, con il traffico paralizzato sia in direzione sud che nord, sia lungo la Ss 36 del Lago di Como e dello Spluga che sulla Sp 72.
Eppure sin quasi alle 18.30 sembrava che il piano d’emergenza messo a punto dall’Amministrazione provinciale in accordo con quella confinante di Sondrio, i Comuni attraversati dall’arteria, Anas, Prefettura, Polstrada potesse funzionare. Man mano però che l’afflusso dei veicoli è aumentato hanno cominciato a formarsi lunghe code.
Prima è stata però la volta di Lecco, non della Valsassina o del lungolago come si pensava. Le vie del capoluogo infatti non sono riuscite ad assorbire tutto il traffico proveniente dalle varie direttrici e in città si sono cominciati a formare gli intasamenti che poi si sono estesi alla provinciale Lecco - Colico e alla Super.
Il lungo serpentone di auto che sino a quel momento aveva continuato a spostarsi, tanto da far dire inizialmente agli agenti della Stradale, che hanno costantemente monitorato la situazione, che «il traffico è molto intenso ma nel complesso scorrevole», prima di cena si è lentamente ma inesorabilmente bloccato, con colonne in alcuni punti di quasi cinque chilometri. I volontari di Croce rossa e Carabinieri in congedo hanno distribuito acqua e generi di prima necessità ai conducenti imprigionati negli abitacoli.
La situazione è tornata alla normalità solo in tarda serata. «I rallentamenti ci sono stati e nessuno si illudeva sarebbe andata diversamente - spiega l’assessore di Villa Locatelli alla Protezione civile Franco De Poi - Sono stati però dovuti all’enorme afflusso di gente proveniente da ogni parte, non al tappo sulla Superstrada all’altezza della frana di Varenna».
La ricetta anti-code, con il ripristino ripristinare dalle 16 in poi la doppia corsia a scendere da Bellano a Lecco, normalmente ridotta appunto per la frana caduta a gennaio, l’istituzione istituire l’uscita obbligatoria ad Abbadia con immissione sulla Sp 72 a salire e lo spegnimento di tutti i semafori, la cosiddetta «onda verde» per non provocare interruzioni, non ha sortito pienamente gli effetti desiderati, sebbene bisogna riconoscere che sino ad un certo punto ha ridotto almeno i problemi.
«Chiunque si sia messo in viaggio domenica, sia per il lecchese che per altre zone, probabilmente ha preventivato di farsi un poco di coda - aggiunge De Poi - ma è importante essere riusciti a contenere in parte i disagi».
di Daniele De Salvo

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