2009-07-04
di SERGIO PEREGO
MERATE
ALESSANDRO, nato nellautunno 2008 con una deformazione che ha richiesto la ricostruzione dellano. Manuel, al quale era stato diagnosticato un tumore al coccige quando ancora non era nato. Matteo, due anni e mezzo, nei primi otto mesi di vita quattro operazioni per perforazioni dellintestino. In braccio, carponi sul pavimento o impegnati a rubare il microfono, ieri questi tre bambini erano con i loro genitori nellaula scientifica dellospedale Mandic di Merate.
BELLI E VIVACI, testimoniavano una parte dei «miracoli» che in cinque anni di lavoro il dottor Marco Bernardi, chirurgo pediatrico e il personale da lui diretto, hanno realizzato nel reparto aperto dal 2004 al Mandic o al Manzoni di Lecco. Valeria invece, 12 anni, operata di tumore il 21 maggio scorso, era impegnata in oratorio, ma ha voluto mandare la mamma.
«ABBIAMO COMINCIATO con i piccoli interventi, ernie inguinali o torsioni dei testicoli - ha spiegato Bernardi, da cinque anni nellAzienda Ospedaliera di Lecco come chirurgo pediatra -. Nel primo periodo le difficoltà per farci conoscere non sono mancate ma poi siamo diventati un punto di riferimento non solo per il Lecchese». Così sono arrivati i primi casi complessi: qualcuno simile ai bambini che ieri erano a Merate. «Abbiamo anche registrato due casi di stenosi, una malattia molto rara - ha raccontato Bernardi -. In cinque anni di lavoro abbiamo portato a termine 1.742 interventi. I casi di operazioni per gravi malformazioni alla nascita sono stati 28. Ci sono 400 bambini in lista di attesa: naturalmente nessuno per problemi gravi e quindi per urgenze, ma che hanno comunque la necessità di risolvere un problema di salute». Intanto si guarda al futuro. «La Regione ha approvato le richieste di ampliamento del nostro piano sanitario - ha spiegato Giuseppe Genduso, direttore sanitario dellAzienda Ospedaliera di Lecco, della quale il Mandic è presidio - così presto potremo assumere un nuovo chirurgo pediatrico, nonché nuovo personale infermieristico da assegnare al reparto».
«DIETRO A TUTTO QUESTO cè un grosso lavoro di squadra» - ha detto Riccardo Zanini, direttore del Dipartimento infantile dellAzienda lecchese. Prima di chiudere le testimonianze dei genitori. Con la voce rotta dallemozione il papà di Alessandro ha raccontato i momenti più difficili. «Non sapevamo nemmeno che cosa fosse unanomalia ano-rettale» - ha spiegato, lacrime agli occhi, anche la mamma di Manuel. «Il dottor Bernardi è il nostro angelo» - ha concluso, prima di abbracciarlo, la mamma di Matteo.