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di CHIARA ERBA
— LECCO —
LA CULTURA batte cassa. Proprio all’inizio della stagione turistica sono ridotti all’osso i finanziamenti previsti per le iniziative culturali in pr...
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2009-07-04
di CHIARA ERBA
— LECCO —
LA CULTURA batte cassa. Proprio all’inizio della stagione turistica sono ridotti all’osso i finanziamenti previsti per le iniziative culturali in provincia di Lecco. «È per questo motivo che per ora non si può ampliare l’offerta culturale del territorio e non si possono ad esempio prolungare gli orari di apertura dei musei - spiega Marco Benedetti, nuovo assessore provinciale alla Cultura -. Purtroppo ci scontriamo con i problemi di bilancio lasciati dalla vecchia Amministrazione e la stagione estiva è già incominciata. Per tutto il 2009 i soldi previsti per la cultura sono praticamente zero. In cassa abbiamo circa mille euro, una scarsissima eredità da gestire, un investimento praticamente inesistente. Negli ultimi due anni infatti i soldi previsti per questo ambito sono stati ridotti del 50%. Il bilancio della Provincia in generale è molto sofferente e tutti gli impegni di spese sono già stati deliberati». I musei, anche quelli del capoluogo, non prevedono orari più ampi o serate d’apertura straordinaria neppure in vista dell’arrivo in città dei turisti.

IL SISTEMA MUSEALE di Lecco è composto da Villa Manzoni, la storica residenza del celebre scrittore, con le sue splendide sale,la Galleria comunale d’arte, la Biblioteca Specializzata dei Musei e la Sezione Separata d’Archivio, aperta tutti i giorni eccetto il lunedì dalle 9.30 alle 17.30; c’è poi Palazzo Belgiojoso, a disposizione del pubblico solo la mattina dalle 9.30 alle 14, con le collezioni di Storia naturale, il museo Archeologico, le Sale della Resistenza, e il Planetario; infine si può visitare la Torre Viscontea, unica struttura sopravvissuta dell’antico Borgo fortificato, accessibile solo durante l’esposizione di particolari mostre. Nessun ampliamento d’orario quindi per i visitatori della bella stagione, neppure quando proprio il settore turistico, seppure a fatica, riesce ad andare avanti nonostante la crisi.

«DEVO DARE ATTO però che l’offerta culturale del nostro territorio è buona e anche quest’anno ci sono sette o otto manifestazioni di spessore rilevante che hanno sicuramente anche un ritorno turistico per la provincia - ammette Benedetti -. Cercheremo di riuscire a fare meglio l’anno prossimo, mantendendo magari l’intelaiatura già presente e implementando ulteriormente gli eventi». In programma infatti per un’estate all’insegna della cultura ci sono appuntamenti soprattutto con la musica e col teatro. «Fra gli ultimi presentati c’è l’ottavo festival europeo dei Cori Giovanili “Giuseppe Zelioli” che si terrà l’8 e il 12 luglio 2009 e a cui parteciperanno gruppi da tutta Europa oltre a due sodalizi lecchesi - continua Benedetti -. È già partito anche il festival “Musica sull’Acqua”, alla sua quinta edizione, che si tiene a Colico e a cui partecipano musicisti rinomati da tutto il mondo. Fortunatamente l’80% delle attività culturali esistenti sul nostro territorio hanno sì il patrocinio della Provincia ma non la sponsorizzazione. Si tratta di associazioni culturali che hanno propri sponsor e che riescono in autonomia a portare avanti questi ambiziosi e importanti progetti. In questo senso c’è un movimento culturale abbastanza buono. Tutto però è sicuramente migliorabile e ci impegneremo».

QUINDI i buoni propositi sono rimandati all’anno prossimo. «Le perdite del settore turistico nella nostra provincia sono molto meno di quelle ad esempio del settore manufatturiero - dice Fabio Dadati, assessore provinciale al Turismo -. Nei primi tre mesi dell’anno i dati sono stati nettamente negativi, ma questo periodo incide solo per il 10% sulle presenze dell’intero anno. Ad aprile, pur non essendoci stata una grossa ripresa, i numeri sono un po’ migliorati. Certo è che l’offerta culturale nella nostra provincia non è così impattante, non siamo nè Firenze nè Roma. Abbiamo sicuramente un’offerta eterogenea all’interno della quale la cultura trova una sua collocazione. Come succede anche per il turismo religioso in Brianza, con i suoi santuari e il Cammino di Sant’Agostino. La parte del leone lo fa comunque il lago, le cui strutture e i cui servizi dovrebbero essere rivisti per dare ai turisti un’offerta di qualità più alta. Da segnalare anche la nascita di un turismo del benessere in Brianza con centri e Spa all’avanguardia che, oltre a far conoscere sempre più lontano le nostre proposte, offrono nuovi posti di lavoro. Queste iniziative quindi, soprattutto da parte dei privati, dovrebbero essere incentivate e sostenute».









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