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I difensori di due imputati hanno ottenuto di ripartire dalla fase istruttoria

Stupro di gruppo, verdetto rinviato

di ANDREA MORLEO
— LECCO —
CI SI ATTENDEVA una sentenza e invece è arrivato un ennesimo rinvio al termine di quattro lunghe ore trascorse nell’aula (torrida) al primo piano ...
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2009-07-03
di ANDREA MORLEO
— LECCO —
CI SI ATTENDEVA una sentenza e invece è arrivato un ennesimo rinvio al termine di quattro lunghe ore trascorse nell’aula (torrida) al primo piano del Palazzo di giustizia cittadino. Il processo ai quattro ragazzi accusati di aver violentato, nella notte tra il 5 e il 6 marzo 2005, una ragazza (allora quindicenne) di Dervio ha subìto ieri un altro rallentamento. In realtà, il processo si era già diviso in due «binari»: da una parte i cugini Daniel e Mattia Fontanini, dall’altra Manuel Pedrazzoli e Marco Grigi.

IL PROCEDIMENTO a carico dei primi due è stato rinviato direttamente al 17 dicembre prossimo, quando (presumibilmente) verrà anche emessa la sentenza. Quello stesso giorno dovrebbero essere giudicati anche Pedrazzoli e Grigi, per i quali i rispettivi difensori (Michele Cervati e Laura Redaelli) si sono giocati le ultime residue carte nella speranza di dare una sterzata alla propria posizione. I due avvocati hanno sollevato una serie di eccezioni che hanno costretto il collegio giudicante (presidente Paolo Salvatore, a latere Andrea Ausili e Massimiliano Magliacani) a ritirarsi in camera di consiglio per ben due volte.

LA PRIMA per bocciare come «manifestamente infondate» le eccezioni di incostituzionalità sollevate dai difensori, che lamentavano «un’anomalia e una stortura nell’iter giudiziario» nei confronti dei propri assistiti costretti a saltare l’udienza preliminare. Ma che comunque già avevano reso delle dichiarazioni alla presenza dei propri avvocati. Rassegnati, i difensori hanno quindi avanzato la richiesta che venissero ascoltati altri testi, molti dei quali però già comparsi in aula nel processo ai cugini Fontanini. Al termine della seconda camera di consiglio, il giudice Salvatore ha cercato una mediazione tra l’esigenza di assicurare una giusta difesa ai due imputati e la tutela dell’economia dell’intero processo. Così, d’accordo anche il pm (Paolo Del Grosso) e l’avvocato della parte civile (Fabrizio Consoloni), il tribunale ha disposto l’acquisizione del materiale probatorio e dei verbali dei test del procedimento «gemello» al fine di velocizzare le operazioni processuali.

PEDRAZZOLI E GRIGI comparirano in aula il 23 luglio prossimo, per quella che è a tutti gli effetti un’udienza istruttoria. Quel giorno verrà nominato anche il consulente, richiesto dalla difesa, che dovrà tradurre alcune conversazioni telefoniche dal dialetto all’italiano.

IL GIUDICE Salvatore ha già ipotizzato altre due udienze (dibattimentali, questa volta) per poi giungere al 17 dicembre prossimo quando, con tutta probabilità, verrà emessa la sentenza. Forse quel giorno la ragazza stuprata dal branco, che in passato ha già tentato il suicidio per il disagio sopportato, potrà avere finalmente giustizia.









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