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I vertici della società pronti a iniziare l’estrazione

La Po Valley non si arrende vuole il petrolio del parco

di DANIELE DE SALVO
— ROVAGNATE —
I VERTICI della «Po Valley», la società che fa capo a una holding australiana a caccia di giacimenti di petrolio nel sottosuolo dell...
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2009-06-01
di DANIELE DE SALVO
— ROVAGNATE —
I VERTICI della «Po Valley», la società che fa capo a una holding australiana a caccia di giacimenti di petrolio nel sottosuolo della Brianza, non si arrenderanno tanto facilmente e faranno il possibile per ottenere le autorizzazioni per installare le trivelle nel cuore del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone. Sono stati loro stessi ad assicurarlo. «Po Valley è fortemente intenzionata a portare avanti questa istanza», si legge in una nota diramata proprio dai responsabili della multinazionale del greggio. L’area indicata per collocare i pozzi non è stata ovviamente scelta a caso. A indicare che sotto Rovagnate ci sarebbe parecchio oro nero ci sono diversi studi. Inoltre il Nord Italia è storicamente uno dei territori più ricchi di idrocarburi di tutta Europa. In ogni modo i petrolieri non intendono arrivare allo scontro aperto nè con i cittadini della zona nè con gli amministratori locali. «Siamo solo all’inizio di un iter che necessariamente coinvolgerà tutte le comunità locali — prosegue il comunicato a firma di Michael Masterman, presidente del gruppo —. Nessuna trivella è attiva nè potrà esserlo fino a quando non avremo ricevuto le formali autorizzazioni e concluso le opportune concertazioni. Riteniamo utile il dialogo per evitare ogni possibile fraintendimento».

SUL PIATTO c’è anche un’offerta di parecchi soldi. Complessivamente allo Stato sarà garantito il 7% delle royalty. I guadagni saranno ripartiti indicativamente nella misura del 30% al Governo centrale, il 55% alla Regione Lombardia e il 15% ai Comuni. Cifre da capogiro, nell’ordine complessivo del centinaio di milioni di euro. «Da alcune stime la somma che potrebbe arrivarci è pari a quella di quindici anni del nostro bilancio — commenta Marco Panzeri, sindaco di Rovagnate — Ma i soldi non ci interessano. La nostra vera ricchezza è l’ambiente». Più scettico in proposito don Giorgio De Capitani, parroco della frazione di Monte. «Mi chiedo se la gente ha capito che ciò che conta è l’ambiente da rispettare perché è il nostro habitat e riguarda tutta l’umanità», ha detto durante un’omelia.









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