Il primo contratto lo firmai proprio in questa città Ci vengo appena posso, da quando avevo 16 anni
Il mio piccolo grande amore per Milano
di MARCO MANGIAROTTI
MILANO
UN ROMANO allArena. «Civica - sottolinea Claudio Baglioni -, una parola che mi piace perché sa di polis, di appartenenza e mi ricorda l...
2009-05-23
di MARCO MANGIAROTTI
MILANO
UN ROMANO allArena. «Civica - sottolinea Claudio Baglioni -, una parola che mi piace perché sa di polis, di appartenenza e mi ricorda leducazione civica a scuola». Palazzo Marino, nel salone dove i metri dei quadri corrispondono ai metri quadrati, il sindaco Letizia Moratti che fa la padrona di casa, lassessore agli Eventi Giovanni Terzi che ringrazia lartista per il trasloco, il 17 giugno, dal Vigorelli allArena Civica, «che deve diventare il luogo dello sport e della musica da qui allExpo», della seconda data del «Gran Concerto - Q.P.G.A.», tour in almeno 40 date, che parte il 12 in piazza di Siena a Roma. Poi gli consegna una pergamena del Comune. Il manager Ferdinando Salzano per F&P Group ricorda che rispetto alla data del 5 nellex velodromo milanese ci saranno alcune migliaia di biglietti in più. «Non cambia la pianta, chi aveva già comprato i biglietti si ritroverà nello stesso posto. E chi non li aveva trovati può ritentare: ne abbiamo duemila in più. La location più grande permetterà di ospitare una produzione molto tecnologica con il maxischermo di 250 metri quadrati dove scorrerà il racconto».
PICCOLO era Claudio quando arrivò la prima volta a Milano. «Il primo contratto me lo fece la Ricordi. Avevo 16 anni, mi dissero: ci faremo vivi entro sei mesi. Se ne ricordarono dopo due anni ma io andai alla Rca. A Milano ci sono sempre tornato. Sei volte a San Siro con il record di spettatori paganti del luglio 1998, con il palco al centro e 300 fra ballerini, acrobati, musicisti. Con questa città ho sempre avuto il rapporto curioso del non milanese, sullaltalena del sapere e non sapere. Oltre i clichè della capitale morale, della città più europea e internazionale, questa è sempre stata per me una città da scoprire, che non si manifesta al primo sguardo. Avrei cantato volentieri al mitico Vigorelli perché da lì siamo partiti nel 1981 con il mio primo grande tour, quello di Alè oo. AllArena mi lega una questione sentimentale perché da lì siamo ripartiti con il tour di Oltre dopo la morte del direttore di produzione nello smontaggio del palco, durante un fortunale sulla Riviera Adriatica. Era il primo concero senza di lui, aveva un valore simbolico e sentimentale. Poi è lo spazio perfetto per lintrattenimento popolare, dove tutti possono riconoscersi, annusarsi, tastarsi. Non troppo grande».
LO SPETTACOLO gira intorno a «Questo piccolo grande amore», «lalbum concept nato fra il 1970 e il 1972, con le canzoni scartate, gli appunti, lo scheletro di unopera pop in forma di corale, le strofe di testo aggiunte e le code strumentali. Allora fu tagliato perché avevo osato troppo, e fu la decisione giusta: via la parte sociale, dentro quella sentimentale. Partendo da quel materiale ho sceneggiato una storia che è stata poi filmata, portata in teatro; è diventata la sceneggiatura di un film, uscito nelle sale, e di un romanzo per Mondadori che è alla quarta edizione e ha venduto 100 mila copie. Qui presento In viaggio, e altri sei inediti, cinque scritti adesso, per la prima volta dal vivo: il doppio cd, con i camei di 50 amici, uscirà fra ottobre e novembre. Il concerto durerà quasi tre ore e sarà diviso in tre parti, con le canzoni dellalbum, in parte riscritte, gli inediti, una decina di successi che ricordano il dopo, e un finale di festa per far alzare la gente dalle sedie. Il materiale della colonna visiva è in parte originale, in parte quello scartato dal film».
Prevendita: www.ticketone.it.