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Il collegamento Varese-Bergamo interesserà soprattutto Casatese e Meratese

Brianza stravolta dall’autostrada

di DANIELE DE SALVO
— LECCO —
DOPO ANNI di discussioni, proposte e polemiche, il progetto della Pedemontana è ormai realtà. Quest’oggi, salvo imprevisti, la Conferenza...
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2009-04-22
di DANIELE DE SALVO
— LECCO —
DOPO ANNI di discussioni, proposte e polemiche, il progetto della Pedemontana è ormai realtà. Quest’oggi, salvo imprevisti, la Conferenza dei servizi che raggruppa tutti gli enti interessati, dovrebbe approvare le tavole definitive dell’importante infrastruttura che collegherà Varese a Bergamo, passando per Malpensa e Como. Poi mancherà all’appello solo il benestare ultimo del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, che dovrebbe arrivare entro luglio, ma che pare essere una semplice formalità. Il nuovo sistema viabilistico prevede 175 nuovi chilometri di strade, 78 dei quali in autostrada e 70 di carreggiate locali, con il coinvolgimento di cinque province e 85 comuni che raggruppano una popolazione di 4 milioni di abitanti, 300 mila imprese, pari al 10% del Pil nazionale e un territorio di 2 mila chilometri quadrati. In teoria entro il 2015 si dovrebbe procedere al taglio del nastro inaugurale, ma già dal 2013 alcune tratte saranno percorribili.

L’OPERA di per sé non coinvolge direttamente il Lecchese. Il tracciato lo lambisce appesa nella zona del Casatese e del Meratese, tra Casatenovo stessa e Lomagna. Ma avrà pesanti ripercussioni sul traffico della Brianza. Per questo i tecnici di Villa Locatelli sono al lavoro da tempo per studiare la riorganizzazione viabilistica dell’intero comparto in modo da non farsi cogliere impreparati all’appuntamento con il futuro. «Noi dobbiamo fare soprattutto i conti con i tre caselli di Cornate d’Adda, Bellusco e Vimercate, oltre ai relativi svincoli compreso quello della Tangenziale Est a Carnate - spiega l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Armando Volontè - che interesseranno Verderio Inferiore e Superiore, Osnago e Lomagna e i paesi del circondario». Dalle simulazioni effettuate è stato calcolato che diminuirà leggermente il numero di veicoli in transito lungo la ex Ss 36 e la Sp 55 ma aumenterà considerevolmente quello sulla Sp 56. Al vaglio ci sono varie ipotesi, da concordare con le Amministrazioni locali.

SI STANNO valutando bretelline, tangenzialine, bay-pass, cavalcavia e trafori, analizzando, costi, cronoprogrammi e benefici, in termini di tempi di percorrenza, risparmio energetico e inquinamento. Un approccio scientifico dunque, per non lasciare nulla al caso. Di concreto però al momento c’è solo il finanziamento del nuovo collegamento tra Osnago e Ronco, a partire dalla località Cappelletta, che scavalcherà la linea ferroviaria Milano-Bergamo via Carnate. Già stanziati pure i soldi per la riqualificazione della Sp 342 dir a Cernusco Lombarone, all’intersezione con la Sp 54 Monticello-Paderno d’Adda, un incrocio dove il flusso di automezzi tocca già le oltre 50 mila unità giornaliere, ma che crescerà ulteriormente una volta attivata la Pedemontana. «Stiamo inoltre analizzando come mettere al riparo dal traffico Verderio - prosegue Volontè -. Si pensa per esempio a un tracciato a raso e a un altro in galleria, dai costi rispettivamente di 8,4 e 22,5 milioni di euro». Tra le diverse ipotesi pure il rifacimento dell’imbocco della Est tra Carnate e Lomagna. Si sta valutando di ridisegnare l’attuale rotonda al confine tra i due nuclei abitati con l’installazione di semafori che al mattino regolino l’accesso in tangenziale con due corsie in entrata e una in uscita e il contrario alla sera.









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