Nel 2009-2010 sono previste 774 classi e le famiglie non hanno avanzato richieste per il modello ministeriale di 24 ore
La riforma delle elementari è bocciata dai lecchesi
di BENEDETTA GUERRIERO
LECCO
LA SCUOLA di Lecco si prepara ad affrontare il prossimo anno. I ragazzi stanno portando a termine le ultime iscrizioni e la macchina organizzativa si ...
2009-04-22
di BENEDETTA GUERRIERO
LECCO
LA SCUOLA di Lecco si prepara ad affrontare il prossimo anno. I ragazzi stanno portando a termine le ultime iscrizioni e la macchina organizzativa si è già messa in moto. Come noto, la riforma-Gelmini relativamente allanno scolastico 2009-2010 non riguarderà le superiori. Le novità principali sono solo alla primaria, ossia alle elementari. «Le famiglie - ha spiegato Fausto Gheller, provveditore di Lecco - questanno hanno potuto scegliere tra quattro modelli di scuola: 24, 27, 30 e 40 ore e il rischio per noi era di non riuscire a organizzarci».
IL MODELLO meno richiesto nel Lecchese è stato quello delle 24 ore, il più gettonato quello delle 30, comprensivo anche della mensa. Nel 2009-10 le classi elementari che partiranno saranno 774: di queste 23 faranno le 27 ore, 120 le 40, ben 631 le 30: nessuna sezione sarà dedicata alle 24 ore. I genitori, visto anche le difficoltà economiche del momento, hanno bisogno di lavorare e avere la possibilità di lasciare i bimbi a scuola è un aiuto importante. «Siamo molto contenti - ha detto sempre il provveditore - abbiamo soddisfatto anche tutte le richieste del tempo pieno, ossia le 40 ore. Per un momento abbiamo temuto di non farcela e di dover sacrificare qualche sezione di 40 ore». E sì perché i tanto temuti tagli ministeriali sono arrivati e le risorse sono diminuite. Relativamente alla scuola primaria i dati sono già noti e i docenti passeranno dai 1271 dellanno scolastico 2008-2009 ai 1231 per il 2009-10. «Sullaspetto organizzativo e strutturale della scuola - ha commentato Gheller - il venir meno delle risorse non creerà gravi problemi, ma resta aperto il problema della qualità dellinsegnamento. Nel nostro territorio ci sono situazioni di eccellenza e studenti che ricevono premi per le loro capacità, ma sono tanti anche i casi di difficoltà e con questi ragazzi bisognerebbe riuscire a lavorare con maggiore impegno». A non essere più possibili invece saranno le compresenze, ossia quelle ore in cui la classe viene gestita da più insegnanti. I miracoli daltronde non si possono fare e a qualcosa bisonava pur rinunciare. I debiti degli istituti lecchesi sono notevoli e limportante era salvaguardare e garantire i servizi essenziali. Lobiettivo principale dellUfficio scolastico era quello di assicurare ai piccoli scolari la mensa e, seppur con fatica, è stato raggiunto.
NOVITÀ in arrivo anche sul fronte delle medie. Anche in questo caso cè la possibilità di scegliere tra due diverse opzioni: 30 o 36 ore. E anche nella secondaria di primo grado il modello a 30 ore ha riscontrato grande successo. Il tempo prolungato, le 36 ore, nel Lecchese coinvolge solo 1/4 delle classi. Negli anni passati, invece, il massimo delle ore possibili nelle medie era di 33 ore, come stabilito dalla Riforma-Moratti. I diversi istituti avevano così organizzato corsi di latino, recitazione e canto per completare la formazione degli studenti.
QUESTE attività comportavano uno o due rientri settimanali, ma dallanno prossimo la situazione verrà modificata: chi sceglie le 36 ore sarà costretto a fermarsi a scuola due pomeriggi. Stando alla carta, dunque, grossi problemi organizzativi non ci saranno nemmeno per le medie, anche se bisognerà fare i conti con la riduzione dellorganico. «Il dato - ha affermato sempre Gheller - non è ancora ufficiale ma nel 2009-2010 i docenti delle medie passeranno da 780 a poco più di 700 e saranno distribuiti su circa 385 classi». A essere soddisfatti della riforma-Gelmini sono soprattutto i professori di italiano e matematica. Dal prossimo anno scolastico, infatti, tutte le ore in più nelle scuole medie saranno dedicate alle due materie.
LINTENTO ministeriale è quello di aumentare le capacità logico-cognitive e matematiche degli studenti. Più preoccupati, invece, i docenti di musica, arte e immagine, tecnologia, che spesso in passato hanno gestito laboratori e attività per aumentare le proprie ore. «Almeno per il prossimo anno - ha concluso Gheller - non ci sarà spazio per questi momenti di formazione e ci si concentrerà sulle basi, cioè sullitaliano e la matematica. Per questi docenti si aprono nuovi e interessanti scenari. Bisognerà studiare e organizzare bene le attività proposte: gli studenti potranno riscoprire il gusto della lettura, dellapplicazione logica». Tutti questi cambiamenti riguarderanno solo le prime classi delle medie, le seconde e le terze proseguiranno come in passato.