Milano, 3 ottobre 2017 - Impresa dura, per un artista sia pure straordinariamente dotato, lavorare in Giappone negli anni del piú fulgido successo di due maestri come Hokusai e Hiroshige, entrati nella storia in Oriente come in Occidente. È quanto accadde a Utagawa Kuniyoshi, esponente anche lui del “mondo fluttuante”, il celebre “ukiyoe”, l’età dell’oro, della società e dell’arte, del Sol Levante. E infatti le sue silografie policrome di paesaggi, pubblicate fra gli anni Trenta e la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento - Kuniyoshi nacque nel 1797 e morí nel 1861 - non sono che ripetizioni di temi classici, amati e sfruttati: luoghi famosi della Capitale Orientale, vedute di località di provincia, profili dell’eterno monte Fuji.

Ma la mostra dedicata a Kuniyoshi che si apre domani alla Permanente di via Turati merita di essere visitata, anche da chi l’anno scorso ha ammirato le opere degli altri due giganti. Perché non per caso Kuniyoshi si meritò l’appellativo di “visionario”. Ma anche il soprannome di “Arcimboldo del Giappone”, e pure di “maestro dei gatti”. E delle cinque sezioni in cui è strutturata la mostra, prodotta da MondoMostre Skira, la seconda metà della terza la curatrice Rossella Menegazzo l’ha riservata agli eroi del “Suikoden”, un romanzo che narra di trentasei briganti difensori dei poveri e della giustizia: giganteschi, marziali, tatuati. Barocchi come mostri marini. La quarta sezione - sono 165 le opere esposte, inedite in Italia - raggruppa invece ritratti maschili e femminili realizzati con composizioni simili a puzzle di figure umane grandi e piccole, stile Arcimboldo, appunto. E l’ultima allinea solo gatti, in un miagolio silenzioso di giochi visivi.

Permanente, Milano, via Turati 34. Fino al 28 gennaio 2018. Catalogo Skira. Info: 02.99901905.