Milano, 4 maggio 2017 - Bravo bravissimo, da sempre. Adoro il talento luciferino e contropelo di Mario Venuti che si ripete con il nuovo album “Motore di vita” e sarà sabato al Blue Note di Milano. Il gruppo di lavoro con Seba e Kaballà, anche nel bel singolo danzante “Caduto dalle stelle”, è il marchio di fabbrica. “Conservare in luogo fresco (le passioni caste, il piacere, le abitudini del sesso)” è uno slogan semplicemente geniale e la musica si apre come una finestra sul mare.

Realizzato per Microclima-Puntoeacapo/Believe Digital, a oltre due anni dal precedente “Il tramonto dell’occidente”, è un esempio di canzone d’autore pop colta, trasgressiva e potente, di collaborazioni importati, come il batterista jazz e arrangiatore ritmico Luca Scorziello in “Caduto dalle stelle”. Fondamentale il ticket con Kaballà. La band che lo accompagna dal vivo è con Donato Emma alla batteria, Luca Galeano alle chitarre, Pierpaolo Latina alle tastiere e Antonio Moscato al basso. Il linguaggio di Mario Venuti è di testa e pancia, è un linguaggio del corpo. «In principio non è stato il verbo, è stato il movimento! Il corpo guida l’anima. La cura è la musica – spiega -, un percorso salvifico dagli affanni quotidiani. E ballare, ballare... è la metafora della nostra vita». “Lasciati amare” è un esempio di come scrive da solo, “Motore di vita” una visione fra Pasolini e i Supereroi nel suo sabato italiano. Da ultimo romantico con quei bagliori di modernità che hanno coinvolto Bianconi nell’album precedente. Vi consiglio album e Blue Note.