Bollate (Milano), 11 luglio 2017 - «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza». Così arringa i suoi compagni Ulisse per convincerli a seguirlo oltre le Colonne d’Ercole. Ovvero oltre lo Stretto di Gibilterra, oltre i confini conosciuti e rassicuranti del Mediterraneo. Non finirà bene: Ulisse muore in mare. O così almeno se lo immagina Dante nel XXVI Canto dell’Inferno, lezione struggente sulle potenzialità dell’uomo e il valore assoluto del sapere. Che poi vuol dire fare i conti con i nostri limiti (in)valicabili.

Una lezione che Marco Paolini ha fatto propria in «U.», titolo curioso per una sorta di Odissea tascabile e ridotta, stasera ospite di Villa Arconati. Si va verso il tutto esaurito. Per quello che è il primo appuntamento ufficiale del consueto festival estivo di Bollate. Tanta musica nei prossimi giorni. Ma intanto spazio al teatro. Rigorosamente di narrazione. «Ho scritto questa sintetica Odissea quindici anni fa – spiegava a marzo Paolini – e da allora l’ho letta e suonata di tanto in tanto, sia da solo che in compagnia. Giorgio Gaslini e Uri Caine hanno composto e improvvisato per la prima esecuzione nel 2003. Poi Mario Brunello e Tolo Marton mi hanno accompagnato e guidato nel rileggerla qualche anno dopo. Mi piace immaginare che succederà ancora di trovare musicisti complici in questo viaggio, nel frattempo ho ripreso ad allenarmi per narrarla e suonarla anche da solo. Non voglio più leggerla, vorrei che imparasse a camminare da sola».

E infatti  ora torna nuovamente, a distanza di anni dal debutto. Questa volta accompagnata dalle musiche di Lorenzo Monguzzi, in pratica il cuore dei Mercanti di Liquore che già tante volte hanno collaborato con il narratore bellunese. Il resto è un lungo racconto che mantiene fedelmente tutte le corrispondenze con le tappe, gli incontri e le peripezie del viaggio omerico. Ma, allo stesso tempo, lo tradisce attraverso un linguaggio pop e politicamente scorretto. Che diviene strumento ricchissimo per contestualizzare il mito nel tempo presente. Versi liberi e musicali. In cui gli oggetti del consumismo divengono isole di spazzatura galleggianti in mezzo al mare. Orizzonte simbolico. È qui che si muove Ulisse, migrante del Mediterraneo costretto a mentire, travestirsi, ingannare, combattere. Una lotta per la sopravvivenza. Ma anche una lotta impari per ridare dignità a un milione di sconosciute odissee capaci di nascondere stupore e bellezza. Forse questo il senso ultimo dell’Omero paoliniano. Mentre l’ironia prende il posto della pietà. In un’avventura gonfia di meraviglia e di coraggio.

Martedì 11 luglio alle 21 in Villa Arconati a Castellazzo di Bollate (via Fametta 1). Biglietti 30 euro.