Milano, 2 gennaio 2018 - Da Legnano a Napoli: solo andata? Chissà. Che il Giovanni questa volta pare aver perso la testa per una nobildonna partenopea. E sta pensando di abbandonare il cortile e il tetto coniugale. Insomma, grandi e adrenaliniche sorprese in questo inizio di 2018. Almeno sul palcoscenico. Con la nuova produzione dei Legnanesi “Signori si nasce… e noi?”, da venerdì al 4 marzo in lunghissima tenitura al Teatro della Luna.

Due mesi di repliche sarebbero un azzardo per chiunque di questi tempi, in cui si fatica a mettere insieme una decina di giorni di spettacolo. Evidentemente non per la compagnia en travesti più famosa d’Italia, che ogni inverno riesce a sorprendere al botteghino con numeri da capogiro. Complimenti dunque ad Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi, collaudatissimo trio degno erede del grande Felice Musazzi. Fu lui a fondare il gruppo nel lontano 1949, in un oratorio di Legnano, caratterizzandolo immediatamente per l’uso del travestimento e del dialetto lombardo.

Il resto è storia. Proprio da una scrittura del Musazzi nasce “Signori si nasce… e noi?”, a cui come al solito ha messo mano Antonio Provasio, che da tempo si occupa anche delle regie. Intorno a loro i boys, a dar colore ed energia alle coreografie e ai numeri musicali, consueto (e divertito) trionfo citazionista. In pratica è la vecchia rivista di una volta. Aggiornata al contemporaneo ma senza perdere il gusto caratteristico di questo teatro di tradizione, capace di parlare alla gente a prescindere dalle mode e dalle stagioni. Sempre loro infatti i protagonisti in scena: il Giovanni, la Teresa e la Mabilia, eterna figlia zitella. L’orizzonte è invece quello delle case di ringhiera, i cortili lombardi, microcosmi umani dove tutti sanno tutto di tutti, pronti coi vicini a lanciarsi le padelle in testa o a dividersi un piatto di risotto.

Possibile che il Giovanni voglia abbandonare tutto questo? Il messaggino che la Teresa ha letto sul suo cellulare non lascerebbe margini di dubbio: suo marito si è innamorato di un’ereditiera napoletana e presto si trasferirà sotto il Vesuvio. E allora tutti a Napoli in treno. Prima della resa dei conti davanti al Golfo. Che non c’è nulla di altrettanto prezioso di un amore povero ma bello, cresciuto fra le nebbie lumbard. Finale felice. Prima dell’abituale passerella conclusiva in smoking, senza più maschere dietro alle quali nascondersi. Teatro dialettale. Ma spurio. Che lo si capisce un po’ ovunque. O quasi. Mentre fin dal titolo si omaggia Napoli e il grandissimo Totò, indimenticabile in “Signori si nasce” del 1960, a fianco di una dirompente Delia Scala. Ricordo vivo. A mezzo secolo dalla scomparsa.

Dal 5 gennaio al 4 marzo alle 20.45 al Teatro della Luna di Assago. Domenica alle 15.30. Biglietti da 26 a 60 euro, info: 02.488577516.