Milano, 10 novembre 2017 - Servito. Come il caffè del mattino. Come un uovo di giornata. Eccolo, il quotidiano disagio ferroviario. «Vi segnalo - scriveva ieri in una mail a Il Giorno la signora Daniela - forti disagi sulle linee Trenord di oggi, ma purtroppo anche dei giorni precedenti. Mio figlio è fermo dalle 7.20 alla stazione di Cusano Milanino dove a più riprese hanno soppresso diversi treni diretti a Cadorna o Rogoredo. I passeggeri si accumulano sulle banchine e quando, finalmente, arriva un convoglio, diventa impossibile salirvi, pena l’incolumità dei passeggeri. Mio figlio mi ha appena avvisata che alcune carrozze erano così sovraffollate da non riuscire a chiudere le porte. I ritardi hanno tempi biblici e Trenord non si degna nemmeno di avvisare in tempo». Ecco cosa è accaduto: un problema agli impianti di Paderno Dugnano, un intervento delle forze dell’ordine alla stazione di Cormano, tutto fra le 6 e le 7.30. Ritardi a cascata fino a 25 minuti. Treni intasati. Giusto per fare ribollire la mia quieta galassia pendolare.

I sindaci di Castellanza, Cislago, Gorla Minore, Olgiate Olona e Rescaldina si riuniscono in summit alla stazione di Rescaldina e stigmatizzano in un comunicato i “continui e inaccettabili disagi”, che non solo si ripetono da anni ma anche ingigantiscono. I pendolari di Cremona del comitato inOrario indirizzano un corposo e variegato cahier de doléances al sindaco Gianluca Galimberti e all’assessore all’ambiente e mobilità Alessia Manfredini. È sempre Trenord, l’azienda che gestisce il trasporto ferroviario regionale, a essere evocata, citata, “chiamata”. Trenord cerca di fare parlare le cifre. Aumentano i passeggeri e la puntualità è cresciuta del 23% in due anni, assestandosi all’87%. La flotta oggi è composta da oltre 450 convogli, il 60% ha un’età media di 12 anni. Tra il 2014 e il 2017 sono entrati in servizio 76 nuovi treni. Prima dell’estate Regione Lombardia ha annunciato di avere finanziato il nuovo piano di investimenti per altri 160 treni e dal gennaio 2018 inizia il restyling di 278 carrozze.

La sicurezza. Punto importante e spesso dolente. Trenord ha appaltato il servizio a un pool di società di vigilanza privata, con un investimento di 8,5 milioni di euro. Per più di 2mila corse al momento sono in servizio 30 guardie giurate. Erano 22 il 24 luglio, quando in prefettura si è riunito per la prima volta il tavolo urgente sulla sicurezza sui treni. Critici i sindacati sulla severità della selezione: a settembre su 23 candidati solo in 8 avevano superato la prova davanti a una commissione prefettizia incaricata di abilitare gli aspiranti vigilantes a salire, armati, sui treni. A settembre l’ad di Trenord, Cinzia Farisè, ha annunciato le 19 “azioni” di un piano sicurezza. Fra queste una body camera sulle giacche dei capitreno. Una buona notizia è che entro il 3 dicembre Rete Ferroviaria Italiana installerà i tornelli in tutte le stazioni del Passante.