Garbagnate Milanese (Milano), 20 ottobre 2017 - Un faldone con cartelle cliniche e scatole di medicinali è stato prelevato ieri mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Busto Arsizio nella villa di Vito Clericò, il 65enne reo confesso dell’omicidio di Marilena Rosa Re, la promoter 58enne di Castellanza uccisa lo scorso 30 luglio. Nella villa di via Livorno, sotto sequestro dallo scorso 10 settembre, giorno in cui Clericò è stato arrestato, insieme agli inquirenti c’erano anche l’avvocato Daniela D’Emilio e il figlio del presunto assassino, Alessio Clericò.

Trentenne, impiegato, il figlio da oltre dieci anni vive in provincia di Bergamo. Due settimane fa è stato sentito dagli inquirenti della procura di Busto Arsizio come persona informata sui fatti. Ieri mattina Alessio è tornato nella casa dei genitori per prendere vestiti invernali e altri oggetti per la mamma Alba De Rosa e papà Vito. È uscito di casa con un trolley, lo ha caricato in auto e si è allontanato senza dire nulla, «non parlo, sono in corso delle indagini».

I documenti medici presi nella villa serviranno alla Procura e ai legali di Clericò per stabilire con certezza la patologia di cui soffre ed i farmaci che prendeva. Secondo quanto ricostruito finora dai legali, D’Emilio e Franco Rovetto, Clericò soffre da anni di epilessia e lo scorso aprile, senza consultarsi con il suo medico, avrebbe interrotto l’assunzione dei farmaci che gli erano stati prescritti. Decisione che potrebbe aver causato degli scompensi mentali.

«Faremo vedere ad un medico che abbiamo già individuato cartelle cliniche e medicinali per capire lo stato di salute del nostro assistito - dichiara la D’Emilio - lui sta molto male, dice di non ricordare di avere vuoti di memoria e quindi non riesce ad aiutare noi legali a ricostruire cosa sia successo quel giorno». Intanto sembra che l’istanza depositata dai legali di Clericò, con la quale avevano chiesto al pm di ascoltare nuovamente il loro assistito non sia stata accolta. Le indagini, coordinate dal pm Rosaria Stagnaro, proseguono a questo punto in attesa degli esiti sui test del dna e sui resti del corpo rinvenuti nell’orto di via Volta.